Prezzi: pasta, Politi rilancia un “patto di filiera” per i cereali

19/gen/2010 16.39.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Prezzi: pasta, Politi rilancia un “patto di filiera” per i cereali
 
Il presidente della Cia sottolinea l’esigenza di un moderno progetto e invita tutte le componenti ad un confronto sereno e costruttivo. Basta con le polemiche e le strumentalizzazioni. Dare certezze ai consumatori.
 
Un “patto di filiera” per i cereali. Questa la proposta lanciata oggi dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione dell’incontro tra il Garante dei prezzi Roberto Sambuco e le associazioni di categoria del settore della pasta.
“In una fase veramente difficile per gli agricoltori che fanno i conti con un vertiginoso aumento dei costi produttivi, degli oneri sociali e con un crollo dei prezzi sui campi (quello del grano duro, in particolare, è sceso di oltre il 30 per cento nel 2009), occorre -ha detto Politi- costruire una sorta di alleanza che permetta trasparenza, ridia certezze ai produttori e valide garanzie ai consumatori, in modo che non si trovino alle prese con i rincari di un prodotto di prima necessità come la pasta”.
Per questa ragione il presidente della Cia, “al di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni che non pagano mai”, ha evidenziato “l’esigenza di un valido progetto che coinvolga tutti i soggetti, dagli agricoltori agli industriali, ai commercianti. Occorre superare gli squilibri e le difficoltà che stanno caratterizzando lo scenario del grano. Ormai i prezzi non coprono i pesanti costi sostenuti dagli agricoltori. Una situazione dalla quale si deve uscire al più presto per non compromettere la produzione ‘made in Italy’”.
Da qui l’invito del presidente della Cia a tutte le componenti della filiera cerealicola, ad aprire un costruttivo confronto che permetta di imprimere una svolta positiva e assicurare al settore nuove prospettive. “Serve -ha avvertito Politi- un moderno progetto. C'è la necessità di un innovativo accordo di filiera, proprio per dare nuove certezze e impedire che vi siano squilibri che alla fine danneggiano i produttori e gli stessi consumatori”.
 
 
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