ERRATA CORRIGE Quote latte: tutto bloccato da lungaggini amministrative e ricorsi legali. E così agli allevatori non arrivano i 45 milioni di euro previsti

20/gen/2010 14.03.33 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Quote latte: tutto bloccato da lungaggini amministrative e ricorsi
legali. E così agli allevatori non arrivano i 45 milioni di euro previsti
 
Quello previsto dalla Cia si sta, purtroppo, puntualmente verificato. Bisognava inserire nella legge la rinuncia a tutti i contenziosi. Per il pagamento delle ulte si annunciano tempi lunghi. Il Fondo per i sostegni agli allevatori resta, quindi, senza copertura.
 
Per i produttori di latte continua l’emergenza. Lo spiraglio aperto dal recente accordo sul prezzo alla stalla in Lombardia, pur importante, non è stato sufficiente a riportare serenità nel settore, visto che l’applicazione della legge 33/2009 sulle quote latte è praticamente bloccata e si prevedono ancora tempi lunghi. Infatti, con un po’ di lungaggini politico-amministrative e con l’azione legale avviata da alcuni produttori si è fatto più lontano il momento cruciale del pagamento delle multe e, quindi, dei debiti verso lo Stato. Così quello che, negli scorsi mesi, la Cia-Confederazione italiana agricoltori aveva previsto si è, purtroppo, puntualmente avverato.
Non a caso, la Cia proprio durante il dibattito sul testo di legge aveva richiesto una modifica con la quale prevedere la rinuncia a tutti i contenziosi legali al mo0komneto dell’assegnazione delle nuove quote. Ma tutto ciò non è avvenuto e così la stragrande maggioranza dei produttori che hanno rispettato le leggi dello Stato, da un lato continuano a versare i solidi della rateizzazione prevista dalla precedente legislazione, dall’altro non possono sperare in nessun aiuto finanziario, a parte le esigue risorse di origine comunitaria.
Questa preoccupante situazione di paralisi avverte la Cia- sta, dunque, avendo conseguenze negative sui sostegni già programmati per gli allevatori, che, oltretutto, vengono da un anno, il 2009, estremamente difficile, con un calo dei prezzi all’origine dell’11,4 per cento e con costi in continua crescita. Infatti, il Fondo di 45 milioni di euro previsto per i produttori che avevano acquistato quote rimane miseramente senza copertura finanziaria e nella realtà inattivo.
 
 
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