“Milleproroghe”: prioritarie la conferma dell’accisa zero per gasolio utilizzato nelle serre e la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali

27/gen/2010 15.38.34 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“Milleproroghe”: prioritarie la conferma dell’accisa zero per gasolio utilizzato nelle serre e la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi invita governo e forze politiche ad intervenire nella discussione parlamentare del decreto legge per risolvere due particolari e impellenti problemi per la nostra agricoltura. Occorre ridare fiato alle imprese oggi in grave crisi.
 
“La discussione sul decreto legge ‘milleproroghe’ può essere l’occasione per risolvere sia la questione relativa all’accisa zero per il gasolio utilizzato nelle serre che per prolungare la fiscalizzazione degli oneri sociali per aziende agricole che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, che è in scadenza il prossimo 31 luglio”. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per i crescenti costi produttivi e contributivi che assillano sempre di più gli agricoltori italiani.
“La vicenda del ‘bonus-serre’ resta ancora confusa, ma i nostri produttori sono gli unici a pagare. Dopo la decisione della Commissione Ue, che considera l’’accisa zero’ per le serre un aiuto di Stato, e la conseguente circolare dell’Agenzia delle Dogane la situazione si è fatta molto grave. Nemmeno l’intervento del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che, invece, confermava il beneficio per le produzioni sotto serra, ha dipanato la matassa. E così i serricoltori sono costretti a sostenere costi notevoli per l’acquisto del carburante necessario per il riscaldamento delle loro strutture. Non c’è più alcuna agevolazione”.
“Stesso discorso per la fiscalizzazione degli oneri sociali. In quest’ultimo anno -sottolinea il presidente della Cia- le imprese hanno visto crescere a dismisura i costi (in media tra il 12 e il 15 per cento), mentre i prezzi praticati sui campi sono scesi del 13 per cento, con punte del 35-40 per cento per il grano duro. Il risultato è stato che i redditi degli agricoltori italiani, nel 2009, sono crollati del 25,3 per cento. E’, quindi, indispensabile contenere gli oneri soprattutto per quelle imprese che operano in zone svantaggiate”.
“Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 luglio. Dal primo agosto -rileva Politi- gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende che già operano in condizioni di difficoltà le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l’80 per cento delle giornate denunciate all’Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale”.
“Ecco perché è indispensabile che nell’iter del ‘milleproroghe’ –conclude il presidente della Cia- si approvino emendamenti che risolvano questi due importanti problemi per la nostra agricoltura. Un’esigenza questa avvalorata anche dal fatto che dalla finanziaria per il 2010 proprio l’agricoltura ha ricevuto risposte totalmente inadeguate. Per questa ragione invitiamo governo e forze politiche ad adoperarsi al fine di ridare fiato alle imprese agricole che oggi vivono una crisi profonda”.
 
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