Sul Codice agricolo è necessario un reale confronto con la filiera e le Regioni. Le imprese hanno bisogno di certezze, di interventi validi e di vera semplificazione

28/gen/2010 15.14.52 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sul Codice agricolo è necessario un reale confronto
con la filiera e le Regioni. Le imprese hanno bisogno
di certezze, di interventi validi e di vera semplificazione
 
Per il presidente della Cia Giuseppe Politi la decisione della Commissione Agricoltura della Camera, che ha chiesto una più attenta riflessione sul testo del governo, giunge quanto mai opportuna. Il provvedimento è confuso, lacunoso e non garantisce un effettivo rilancio del settore.
 
”Credo che sia stata fatta la cosa più giusta. Fin dal primo momento avevamo espresso le nostre perplessità su un provvedimento confuso, lacunoso e privo di quegli strumenti in grado di ridare slancio e vigore alle imprese agricole, oggi in gravissima crisi”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la decisione della Commissione Agricoltura della Camera per una maggiore riflessione e per un più attento approfondimento sul Codice agricolo. In pratica, una “bocciatura” del Testo unico presentato dal governo.
“Penso che ora -aggiunge il presidente della Cia- sia quanto mai opportuno un confronto sereno e costruttivo tra tutte le parti interessate. Sono del parere che sul Testo unico vadano direttamente coinvolte sia le varie componenti delle filiere che le Regioni. Solo attraverso una discussione articolata e costruttiva si può arrivare ad una misura che sia in grado di rilanciare agricoltura e sistema agroalimentare italiano”.
“La decisione della Commissione Agricoltura della Camera giunge -rimarca Politi- quanto mai opportuna. Adesso, davanti alla drammatica situazione che stanno vivendo i nostri agricoltori, bisogna lavorare per individuare le azioni indispensabili da portare avanti e sviluppare”.
“Nell’analisi del provvedimento del governo -ha sostenuto il presidente della Cia- avevamo subito sottolineato che si trattava di una operazione di riordino, non di innovazione della legislazione statale in materia agricola. Va da sé che il Testo dell’esecutivo non prende in considerazione né la legislazione comunitaria, né le ‘norme statali cedevoli perché di competenza regionale’. Un Testo, quindi, assai disorganico e poco incline alla definizione di un assetto logico dell'articolato che premi le aspettative del mondo agricolo, il quale da tempo rivendica, soprattutto, una concreta e reale semplificazione”.
“Da qui, il nostro auspicio affinché -conclude Politi- sul Testo si apra al più presto un dialogo concreto. D’altronde, resta pienamente attuale la necessità di pervenire ad un vero Codice agricolo che riunifichi in un testo coordinato tutta la legislazione agricola, sul modello del code rural francese”.
 
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