VIOLENZA DI GENERE: BRACCIANO (RM), 'NESSUNO TOCCHI EVA E LE SUE FIGLIE' BEST PRACTICE PER IL TERRITORIO

VIOLENZA DI GENERE: BRACCIANO (RM), "NESSUNO TOCCHI EVA E LE SUE FIGLIE" BEST PRACTICE PER IL TERRITORIO Positivo il bilancio del progetto che ha portato all'apertura di tre centri antiviolenza e ha promosso attività formative per i professionisti del sociale e incontri tematici per sensibilizzare la cittadinanza.

03/feb/2010 11.37.43 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Positivo il bilancio del progetto che ha portato all'apertura di tre centri antiviolenza e ha promosso attività formative per i professionisti del sociale e incontri tematici per sensibilizzare la cittadinanza.

Una best practice per il territorio che merita di essere replicata. E' positivo il bilancio delle attività di 'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie', un progetto integrato che, attraverso una serie di interventi mirati, ha affrontato a trecentosessanta gradi il problema della violenza sulle donne: un tema di tragica e costante attualità. L'iniziativa, di cui ieri all'Archivio Storico di Bracciano si sono illustrati i risultati, è stata promossa dal Comune di Bracciano e finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con 80mila euro. Un progetto complesso che ha coinvolto un ampio territorio che comprende 5 comuni (Bracciano, Cerveteri, Canale Monterano, Ladispoli e Manziana), appartenenti a 2 distretti socio-sanitari della Asl RmF (F3 e F2). Partner del'iniziativa sono state le associazioni 'Pandora Onlus', 'Assolei Sportello Donna Onlus' e la cooperativa 'Be Free'.

Nel dettaglio, 'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie' ha portato all'apertura di tre centri antiviolenza a Bracciano, Cerveteri e Ladispoli e due sportelli informativi a Manziana e Canale Monterano, cui si sono rivolte decine di donne vittime di violenza per ricevere assistenza e supporto. Inoltre, sono state promosse attività formative per i professionisti del sociale (che si concluderanno a marzo) e una serie incontri tematici per sensibilizzare la cittadinanza su queste importanti tematiche. Da segnalare, inoltre, un'altra importante iniziativa realizzata nell'ambito del progetto: la distribuzione di un questionario di monitoraggio del livello di percezione e impatto del tema della violenza contro le donne. Una sorta di test di autovalutazione dell'eventuale fattore di rischio nella propria relazione di coppia (i cui risultati sono in fase di analisi) che fornirà anche un quadro sulla condizione della popolazione femminile del territorio.

Tanti i punti di forza di 'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie': dall'approccio integrato e 'di rete' che coinvolge sia gli attori Istituzionali sia l'Associazionismo delle zone coinvolte; alla capillarità e qualità dell'intervento proposto.

Soddisfazione per l'esito del progetto è stata espressa dall'Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Bracciano, Elena Carone Fabiani, che ha ricordato: “'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie' è andato a colmare una lacuna nei servizi socio-assistenziali erogati dai nostri distretti, dando risposte concrete alle vittime di violenze di genere. Un servizio di counselling importante - ha continuato - che si è aggiunto agli altri già attivi, come lo sportello famiglia, e che ha operato in concreto per aiutare queste donne che sono vittime e non, come talvolta credono, corresponsabili delle violenze che subiscono. In tal senso, l'impegno del Comune di Bracciano e degli altri Enti coinvolti - ha concluso Carone - sarà rivolto a garantire il proseguo delle attività di questo importante progetto, affinché si continui ad assicurare assistenza alle persone che hanno trovato la forza di rivolgersi ai centri e agli sportelli antiviolenza”.

Una posizione condivisa dalla Consigliera delegata alle Politiche di Genere, Paola Lucci, che ha ricordato la sensibilità del Comune di Bracciano su questo tema, da tempo attivo con diverse iniziative anche nel contrastare la 'violenza economica': una difficoltà materiale da cui può scaturire anche un disagio di diverso tipo. “Quello della violenza contro le donne è un argomento difficile da trattare - ha spiegato Lucci - soprattutto perché molte volte si consuma al ‘riparo’ delle mura domestiche. Proprio per tale ragione - ha proseguito - è importante che siano le Istituzioni a farsi promotrici di momenti d’informazione e di interventi tesi ad aiutare le donne a difendersi da quella che, come rivela uno studio del Consiglio d’Europa, è la prima causa d’invalidità e morte delle donne”.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl