Assemblea Cia: Giuseppe Politi confermato all’unanimità presidente Agricoltori protagonisti , nuovo progetto di politica agraria, Conferenza nazionale, unità , sostegno ai redditi, difesa del “made in Italy”

26/feb/2010 13.15.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Assemblea Cia: Giuseppe Politi confermato all’unanimità presidente Agricoltori protagonisti, nuovo progetto di politica agraria, Conferenza
nazionale, unità, sostegno ai redditi, difesa del “made in Italy”

Si è conclusa oggi a Roma l’Assemblea elettiva della Confederazione che ha anche eletto il nuovo Consiglio nazionale e approvato il nuovo statuto che dà il via all’autoriforma dell’Organizzazione. Il presidente ha rinnovato l’invito alle istituzioni e alle forze politiche a rivolgere una maggiore attenzione verso i gravi problemi del mondo agricolo italiano.

            Giuseppe Politi è stato riconfermato, all’unanimità, presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Lo ha eletto la V Assemblea dell’Organizzazione che si è conclusa oggi a Roma dopo tre giorni di lavori (dal 24 al 26 febbraio), che hanno visto la partecipazione di numerosi esponenti delle istituzioni, nazionali comunitarie e internazionali, delle forze politiche, economiche e sociali, del mondo agricolo. Gli oltre 550 delegati hanno eletto anche il Consiglio nazionale e approvato il nuovo statuto con il quale si dà il via all’autoriforma dell’Organizzazione.
            Un’Assemblea che, quindi, ha segnato una svolta storica nella vita della Cia. Gli agricoltori, con l’autoriforma della Confederazione, diventano protagonisti. “Una scelta -ha affermato Politi- per meglio rappresentare gli interessi di cui la nostra Organizzazione è portatrice. E’ una decisione forte e coraggiosa; una decisione irreversibile e fortemente condivisa dal gruppo dirigente e dai soci. La Cia, in questo particolare momento, vuole investire sul suo futuro e su quello dell’agricoltura italiana, mettendosi ancora in gioco sia con la proposta dell’unità del mondo agricolo e chiamando i propri iscritti, gli agricoltori, ad essere, appunto, protagonisti ed a esprimere la rappresentanza della nostra organizzazione.
            Nel suo intervento, il presidente della Cia ha ribadito l’appello alle istituzioni (Governo, Parlamento e Regioni) e alle forze politiche per un nuovo e concreto progetto di politica agraria che deve scaturire dalla Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale da effettuarsi entro il 2010. Si tratta di un appuntamento di grande rilevanza per aprire prospettive certe e garantire alle imprese, attualmente in grande difficoltà e alle prese con costi sempre più onerosi e con redditi in drammatico calo, i sostegni necessari per poter stare efficacemente sul mercato.
            Politi ha puntato l’accento sull’unità del mondo agricolo per meglio fronteggiare la grave crisi che caratterizza oggi il settore. “Un’unità che -ha detto- non è solo una necessità, ma una scelta fortemente condivisa. Lavorare per l’unità non significa mettere in discussione o cancellare le diversità, la storia e tutto ciò che rappresenta il patrimonio anche ideale delle singole organizzazioni. Lavorare per l’unità non significa farlo in contrapposizione a chi ancora non ha maturato questa scelta. La scelta e la necessità dell’unità non è contro qualcuno, ma neppure per ottenere vantaggi di parte, certamente lo è per l’agricoltura, per il reddito degli agricoltori e lo sviluppo delle loro imprese”.
            Politi ha, inoltre, insistito sulla necessità di portare avanti un’azione sempre più incisiva a tutela dei redditi dei produttori agricoli, che nel corso del 2009 hanno fatto registrare un calo record del 25,3 per cento, mentre sono cresciuti a livelli insopportabili i costi di produzione e quelli previdenziali, e crollati i prezzi sui campi.
            Il presidente della Cia ha, infine, rimarcato la necessità di una politica tesa a tutelare e valorizzare la qualità e la tipicità del “made in Italy” agroalimentare. Un settore che sta subendo troppi attacchi, soprattutto a livello internazionale, che provocano danni pesantissimi e mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese.
            Giuseppe Politi, 60 anni e proveniente da una famiglia di coltivatori diretti, ha iniziato nel 1976, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche e svolto un breve periodo di insegnamento, l’impegno nell’Alleanza regionale dei contadini della Puglia, ricoprendo l’incarico di responsabile regionale del settore sicurezza sociale e di coordinatore regionale del Patronato Inac e dell’Associazione dei pensionati.
            Politi ha partecipato attivamente a tutte le fasi della Costituente contadina e nel congresso di fondazione, nel dicembre del 1977, viene eletto nella Direzione nazionale. Dal 1983 al 1999 ha ricoperto, in Puglia, l’incarico di presidente regionale della Confcoltivatori prima e della Cia dopo.
            Nel 1999, Politi ha lasciato la Cia della Puglia in seguito all’elezione alla Presidenza nazionale, con la responsabilità delle Politiche dei settori produttivi e di mercato.
            Nell’Assemblea straordinaria dell’ottobre del 2000, viene confermato alla Presidenza nazionale, con la responsabilità delle politiche dell’organizzazione e finanziarie. Dal dicembre 2002 ha ricoperto l’incarico di vicepresidente vicario nazionale. Nel luglio del 2004, Politi viene eletto presidente nazionale della Confederazione. E’ stato confermato alla presidenza nel marzo del 2006.
            Attualmente Politi è componente del Cnel e ricopre la carica di vicepresidente del Copa (il Comitato delle organizzazioni agricole europee) e di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), della quale è anche membro del Direttivo. Inoltre, Politi è presidente dell'Ases, l'Associazione solidarietà e sviluppo, e fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ugf (Unipol gruppo finanziario).
 
 
 
 
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