Benzina: il “caro-gasolio” mette a rischio migliaia di serre Grandi difficoltà anche per le altre imprese agricole Subito l’”accisa zero” per frenare la folle corsa dei rincari

Benzina: il "caro-gasolio" mette a rischio migliaia di serre Grandi difficoltà anche per le altre imprese agricole Subito l'"accisa zero" per frenare la folle corsa dei rincari Benzina: il "caro-gasolio" mette a rischio migliaia di serre Grandi difficoltà anche per le altre imprese agricole Subito l'"accisa zero" per frenare la folle corsa dei rincari In poco meno di un anno il prezzo del carburante agricolo -avverte la Cia- è aumentato di circa il 40 per cento.

07/apr/2010 15.11.32 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il “caro-gasolio” mette a rischio migliaia di serre
Grandi difficoltà anche per le altre imprese agricole
Subito l’”accisa zero” per frenare la folle corsa dei rincari
 
In poco meno di un anno il prezzo del carburante agricolo -avverte la Cia- è aumentato di circa il 40 per cento. Elemento devastante è stata la mancata riconferma delle agevolazioni fiscali che sono un mezzo fondamentale per contenere i pesanti costi delle aziende. Per questa ragione il “bonus” va esteso a tutta l’imprenditoria agricola.
 
Il “caro-gasolio” sta mettendo in ginocchio anche l’agricoltura. Drammatiche sono le conseguenze soprattutto per le serre che rischiano un drammatico tracollo. L’aumento record del prezzo del carburante agricolo (circa il 40 per cento in un solo anno), in grande parte dovuto al mancato ripristino dell’”accisa zero”, al quale si aggiungono gli altri pesanti costi produttivi e quelli contributivi e burocratici, ha reso la situazione esplosiva per il settore. Molte aziende floricole e orticole corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. L’andamento stagionale, caratterizzato da basse temperature, ha fatto il resto: è cresciuto enormemente il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò ha determinato il conseguente incremento di consumi di carburanti. Un quadro non certo migliore quelle delle altre imprese agricole, anch’esse alle prese con i rincari petroliferi che stanno avendo effetti devastanti. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia un profondo stato di incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori.
Un clima di incertezza -afferma la Cia- provocato sia dalla decisione della Commissione Ue con la quale si è dichiarata illegittima la riduzione dell’accisa che dalla circolare dell’Agenzia delle Dogane con la quale veniva confermata la posizione comunitaria. Il risultato è stato uno solo: dalla fine dello scorso anno le ditte fornitrici hanno iniziato ad effettuare i rifornimenti senza praticare l’agevolazione. E i serricoltori si sono trovati a pagare un onere pesante che ha fatto saltare i bilanci aziendali.
Nonostante le assicurazioni del governo, il quadro -avverte la Cia- resta assai complesso e caotico: migliaia di serricoltori sono, infatti, costretti a sborsare cifre considerevoli che minano addirittura il proseguimento dell’attività. E tutto ciò diventa ancora più grave se si considera il momento di emergenza per le produzioni in serra. Gli imprenditori fanno i conti con una crescita opprimente dei costi e con un crollo verticale dei prezzi praticati sui campi.
D’altra parte, l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni stanno avendo ora una nuova impennata e vanno ad incidere sulla gestione delle serre. Appare, quindi, assurdo che l’”accisa zero” sia stata cancellata, provocando danni incalcolabili.
Per questa ragione, la Cia chiede non solo la reintroduzione ma anche l’estensione del “bonus” gasolio per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere. Un intervento che sia compatibile con le norme Ue ed eviti così un’ulteriore querelle. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo.
 
 
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