Vinitaly: bene la tutela dei vini a denominazione. Ora, però, occorrono al più presto idecreti attuativi della nuova normativa

09/apr/2010 13.31.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Vinitaly: bene la tutela dei vini a denominazione. Ora, però,
occorrono al più presto i decreti attuativi della nuova normativa
 
La Cia esprime soddisfazione per la firma del Dlgs da parte del Presidente Giorgio Napolitano. Tuttavia, la riforma deve essere operativa in tempi rapidi proprio per garantire i produttori e tutelare la qualità del ”made in Italy”.
 
Con la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del Dlgs si chiude definitivamente la riforma della legge quadro sui vini a DO (Denominazione di origine) ed IG (Indicazione geografica). Ora, tuttavia, servono al più presto i decreti attuativi al fine di evitare di dare false speranze agli addetti nel settore e di assicurare una maggiore tutela alle produzioni “made in Italy”. D’altra parte, la recente vicenda del falso Chianti, emersa con le relative polemiche nel corso del 44° Vinitaly di Verona, suona come un campanello di allarme che deve essere ascoltato, proprio per scongiurare che vi siano ulteriori conseguenze per il “pianeta” vitivinicolo italiano che esce da un anno, il 2009, molto difficile e contrassegnato da complessi problemi. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che auspica una rapida applicazione di una legge attesa da diverso tempo.
La Cia, quindi, accoglie positivamente la firma da parte del Capo dello Stato del decreto legislativo con il quale viene riformata la base normativa (fissata dalla legge 164/92) sui vini Doc ed Igt. Il tutto nell’ottica di un’ulteriore trasparenza dei percorsi che portano alla qualificazione delle produzioni vitivinicole. Resta, comunque, ancora molto da fare.
Avere, infatti, rimandato questioni a successivi decreti attuativi, come il futuro dei Consorzi di tutela, le semplificazioni del sistema di controllo e la rivisitazione del sistema sanzionatorio, rendono il testo -afferma la Cia- ancora insufficiente. Siamo, d’altronde, sulla strada di una riforma della normativa, che ha come obiettivo quello di creare condizioni competitive e più agevoli per i produttori. E tali attese non vanno rese vane da comportamenti non adeguati.
Da qui -conclude la Cia- la sollecitazione ad agire in tempi rapidi per rendere effettivamente operativo il nuovo strumento normativo sulla tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, dando precise risposte ai produttori che hanno scelto, anche con sacrifici, la via della qualità.
 
 
 
 
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