Ue: l’agricoltura italiana batte tutti in qualità . Stravince su Francia e Spagna. Oltre 200 le Dop e le Igp. Un fatturato da 10 miliardi di euro

Produzioni che danno vita ad un fatturato al consumo di 10 miliardi di euro e ad un export di 2,3 miliardi di euro.

13/apr/2010 16.27.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ue: l’agricoltura italiana batte tutti in qualità. Stravince su Francia
e Spagna. Oltre 200 le Dop e le Igp. Un fatturato da 10 miliardi di euro
 
La Cia sottolinea che i marchi italiani riconosciuti rappresentano più del 21 per cento del totale europeo. Nel settore operano 98.200 aziende agricole e allevamenti. Ma su tutto pende la minaccia dell’agropirateria: in agguato sempre falsificazioni e imitazioni a livello internazionale.
 
Sempre più forte la leadership dell’agricoltura italiana in Europa in fatto di qualità e tipicità. Stravince su Francia e Spagna, con oltre 200 tra Dop-Denominazione di origine protetta (127) e Igp-Indicazione di origine prodotta (75), alle quali si aggiungono due Stg-Specialità tradizionale garantita. Produzioni che danno vita ad un fatturato al consumo di 10 miliardi di euro e ad un export di 2,3 miliardi di euro. Ad evidenziarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale esprime soddisfazione per il crescente ruolo che sta assumendo il mondo agricolo nazionale in questo particolare campo, ma nello stesso tempo esprime preoccupazione per gli attacchi dell’ agropirateria, con falsificazioni e imitazioni dei marchi, che ogni anno mette in moto un giro d’affari di oltre 60 miliardi di euro.
Il nostro Paese -aggiunge la Cia- detiene così un consolidato primato a livello comunitario con il maggior numero di prodotti a denominazione di origine tutelata, oltre il 21 per cento del totale Ue. Ci seguono, appunto, la Francia, che continua ad essere sempre più distanziata, con 168 prodotti (92 Dop e 76 Igp), e la Spagna, con 134 prodotti (71 Dop, 60 Igp e 3 Stg). Francia e Spagna hanno rispettivamente il 19 e il 14 per cento dei marchi riconosciuti a livello europeo.
La Cia ricorda che nell’ultimo anno il "paniere" dei prodotti Dop e Igp in Europa si è arricchito di oltre 50 produzioni. In testa l’Italia con più di 20 nuove produzioni registrate (in crescita soprattutto ortofrutticoli e cereali). Seguono Francia e Spagna. Nel nostro Paese, nel settore delle Dop e delle Igp, operano 98.200 aziende agricole e allevamenti e 7600 strutture di trasformazione artigianali e industriali.
Le Dop, le Igp e le Stg italiane -sottolinea la Cia- sono prodotti che rappresentano la punta di diamante, in termini di qualità, nel panorama agroalimentare europeo. Per l’Italia queste produzioni non hanno solo un rilevante aspetto economico, ma sono anche una parte importante della nostra cultura, del nostro saper fare, dei valori legati al territorio, e spesso anche dei nostri paesaggi. Salvaguardare e valorizzare queste nostre produzioni è un fatto di vitale rilevanza non solo economica e non solo per l’agricoltura.
Sono prodotti, quelli a denominazione d’origine che, oltre a rappresentare un patrimonio culturale notevole e l’immagine stessa dell’Italia all’estero, costituiscono un settore economico e sociale. Basti pensare che questi prodotti danno lavoro, tra attività dirette e indotto, a più di 300 mila persone e che rappresentano una risorsa insostituibile per l’economia locale, in particolare per alcune zone marginali di montagna e di collina che, altrimenti, non avrebbero molte altre possibilità di sviluppo.
 
 
 
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