Il biologico dribbla la crisi e viene premiato dalle famiglie italiane: più 6,9 per cento i consumi. E domenica 18 aprile va in piazza per portare qualità, freschezza e tipicità

Per quanto riguarda i consumi, le migliori performance -come evidenzia anche dall'Ismea- si confermano per l'ortofrutta fresca e trasformata (più 26,6 per cento l'incremento in valore su base annua) e per le uova (più 21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane crescono a ritmi più contenuti così come i prodotti lattiero-caseari.

15/apr/2010 13.02.12 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Il biologico dribbla la crisi e viene premiato dalle famiglie
italiane: più 6,9 per cento i consumi. E domenica 18 aprile
va in piazza per portare qualità, freschezza e tipicità
 
La Cia, con la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio, parteciperà all’iniziativa promossa dal ministero delle Politiche agricole, in collaborazione con le Regioni, in venti città. Coinvolte oltre 47 mila aziende per un totale di circa un milione di ettari. Presenti, per la Confederazione, le imprese della rete “La spesa in campagna”. I consumatori avranno la possibilità di conoscere gli agricoltori e apprezzare i loro genuini e salutari prodotti “bio”.
 
In questo caso la crisi economica non ha fatto danni. Anzi. Il settore dell’agricoltura biologica continua a vivere una stagione felice. E il drastico calo delle vendite dei prodotti agroalimentari pare non l’abbia contagiato. Le famiglie italiane, nonostante la difficile congiuntura e il carrello della spesa sempre più “povero”, continuano ad acquistare “bio”. Sta di fatto che nel 2009 le vendite, rispetto all’anno precedente, sono cresciute del 6,9 per cento, proseguendo la striscia positiva del 2008 (più 5,2 per cento). E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell’iniziativa, in programma domenica prossima 18 aprile, “Le piazze del Bio”, promossa dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali in collaborazione con le Regioni e alla quale parteciperà con la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio.
Nell’iniziativa che si terrà in contemporanea in venti città italiane (Aosta, Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Bolzano, Campobasso, Chieti, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino, Udine), dalle ore 10 alle ore 19, sono coinvolte oltre 47 mila aziende che producono biologico, per un totale di circa un milione di ettari. I consumatori -sottolineano Cia e Anabio- avranno l’opportunità di partecipare a degustazioni, animazioni e approfondimenti sul tema del “bio”. Ma soprattutto potranno apprezzare la sicurezza, la qualità e la tipicità dei prodotti biologici: olio e confetture, formaggi e miele, piante aromatiche e carni, frutta e ortaggi freschi, vino, pane, pasta, sciroppi e salumi.
Insomma, una vera “vetrina del naturale” attraverso la quale -sostengono Cia e Anabio- si è inteso promuovere e valorizzare l’agricoltura biologica del nostro Paese. Il tutto coinvolgendo direttamente i produttori. Sarà, quindi, una festa di sapori, di colori e di messaggi positivi per la salute e per l’ambiente che certamente contribuirà a rafforzare ulteriormente i consumi “bio”, aumentandone la visibilità commerciale e favorendo lo sviluppo di una filiera competitiva a livello nazionale ed internazionale.
          Le aziende della Cia che prenderanno parte all’iniziativa sono quelle che hanno dato vita alla rete “La spesa in campagna” e che hanno orientato la loro produzione al biologico. Aziende -rileva Anabio- che garantiscono freschezza e qualità e che permettano ai cittadini di acquistare i prodotti a prezzi molto convenienti.
          Dunque, quella di domenica prossima -rimarcano Cia e Anabio- è un’iniziativa di spessore che mette in mostra un settore vitale e unico segmento dell’agricoltura italiana che non solo tiene, ma fa anche progressi. Il tutto in una situazione di generale stagnazione della domanda di prodotti alimentari che non risparmia neanche quelli di qualità certificata, come le Dop e le Igp, che mettono a segno, sempre nel 2009, un calo dei consumi dell’1,3 per cento rispetto al 2008.
I dati, d’altra parte, parlano da soli. Per quanto riguarda i consumi, le migliori performance -come evidenzia anche dall’Ismea- si confermano per l’ortofrutta fresca e trasformata (più 26,6 per cento l’incremento in valore su base annua) e per le uova (più 21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane crescono a ritmi più contenuti così come i prodotti lattiero-caseari. L’unico dato negativo di rilievo riguarda gli alimenti per l’infanzia che segnano un meno 15,7 per cento.
Sotto l’aspetto geografico, c’è da rilevare che -dicono Cia e Anabio- nelle regioni settentrionali si concentra più del 70 per cento degli acquisti nazionali (il 43,1 per cento nel Nord-Ovest e il 27,9 per cento nel Nord-Est), mentre il Centro, inclusa la Sardegna, e il Mezzogiorno rappresentano, rispettivamente, il 21,6 per cento e il 7,5 per cento del totale. Un dato non influenzato solo dal maggior potere d’acquisto delle famiglie, ma da una diffusione più capillare del biologico nella rete distributiva che storicamente ha caratterizzato il Nord Italia rispetto al Sud. La grande distribuzione organizzata, in particolare gli ipermercati, registrano un incremento del 14,7 per cento delle vendite, mentre nei supermercati si ha solo un 1,5 per cento in più.
 
 
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