Vulcano: dallo stop aereo un danno di oltre 15 milioni di euro all’export agroalimentare. Negli aeroporti bloccati ortaggi, frutta, formaggi freschi e pesce. Ma ogni rincaro è ingiustificato

Vulcano: dallo stop aereo un danno di oltre 15 milioni di euro all'export agroalimentare.

19/apr/2010 11.46.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Vulcano: dallo stop aereo un danno di oltre 15 milioni di euro
all’export agroalimentare. Negli aeroporti bloccati ortaggi,
frutta, formaggi freschi e pesce. Ma ogni rincaro è ingiustificato
 
Il mancato arrivo di produzioni straniere -avverte la Cia- non desta preoccupazione. La nostra produzione, in particolare di ortofrutta, riesce a soddisfare abbondantemente la richiesta dei consumatori e i listini sui campi sono in netto calo. Vedremo, comunque, scarseggiare frutta tropicale e non di stagione.
 
Un danno che al momento potrebbe quantificarsi in oltre 15 milioni di euro. E’ questa la conseguenza sull’export di prodotti agroalimentari “made in Italy” (in particolare quelli deperibili, come frutta, ortaggi, mozzarelle, formaggi freschi, alcuni tipi di carni pregiate e pesce) del blocco dei voli aerei nei cieli del Nord Europa e del prolungamento dello stop, fino alle 8 di domani, di quelli in tutti gli aeroporti dell’Italia settentrionale a causa dell’eruzione del vulcano islandese. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale, però, ogni rincaro al dettaglio è ingiustificato in quanto la nostra produzione, soprattutto di ortofrutta, riesce a soddisfare abbondantemente la richiesta dei consumatori.
Indubbiamente, proprio a causa del blocco aereo, sulle nostre tavole -afferma la Cia- vedremo nei prossimi giorni scarseggiare produzioni che vengono da altri continenti, come la frutta fuori stagione (è il caso dell’uva, delle albicocche, delle pesche, delle ciliegie, delle susine, dei meloni) e quella tropicale (ananas, avocado, mango e banane) o le carni estere. Ma questo è un problema marginale, visto che gli italiani hanno la possibilità di acquistare e consumare prodotti di stagione nazionali, che, in questi giorni, sono molti sui banchi dei mercati e la scelta è variegata, a cominciare dalle primizie, come asparagi e fragole. E i prezzi pagati ai produttori continuano a scendere (a marzo il calo è stato di circa il 10 per cento) e, di conseguenza, non è giustificato alcun rincaro al consumo.
Quello che preoccupa è, dunque, il blocco negli scali dei nostri prodotti. Se lo stop aereo dovesse proseguire ulteriormente -sottolinea la Cia- gli effetti economici potrebbero essere disastrosi. Tutta la merce deperibile dovrà essere buttata e non è previsto, almeno per ora, alcun tipo di risarcimento per gli operatori dell’agroalimentare. Un duro colpo soprattutto per gli agricoltori che stanno vivendo una fase di grandissima difficoltà con drastici aumenti dei costi e con una caduta libera dei prezzi sui campi che hanno determinato un vero crollo dei redditi (meno 25,3 per cento nel 2009).
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl