Rosarno: massima fermezza contro lo sfruttamento degli immigrati nei campi. Sconfiggere caporalato e lavoro nero. Subito un Tavolo di confronto con il governo

26/apr/2010 15.22.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Rosarno: massima fermezza contro lo sfruttamento
degli immigrati nei campi. Sconfiggere caporalato
e lavoro nero. Subito un Tavolo di confronto con il governo
 
La Cia ribadisce l’impegno verso ogni abuso. Individuare le iniziative da sviluppare per impedire il ripetersi di un deprecabile fenomeno.
 
Lo sfruttamento degli immigrati da parte della criminalità organizzata per i lavori nei campi è un fenomeno grave, odioso e vergognoso che va contrastato con grande fermezza. Un fenomeno che, purtroppo, conferma le nostre ripetute denunce sugli abusi che vengono perpetrati. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all'arresto di 30 persone a Rosarno e legate alla rivolta del gennaio scorso.
La Cia torna a sollecitare il governo ad aprire un Tavolo di confronto sul problema dell’immigrazione illegale in agricoltura che, proprio a causa di organizzazioni di criminali, è costretta a fronteggiare una vera emergenza che ormai si identifica nella “tratta” di esseri umani.
La Cia sottolinea che nel suo codice etico c’è un preciso articolo contro lo sfruttamento e il lavoro nero e ribadisce tutto il suo impegno affinché si contrastino con la dovuta efficacia fenomeni di questo genere. Serve una forte mobilitazione contro lo sfruttamento degli immigrati, contro il caporalato, contro ogni tipo di abuso. Un impegno affinché sul tema dell’immigrazione si cominci a discutere seriamente, cercando di trovare le soluzioni più idonee per ristabilire quella giustizia e quell’equità che oggi mancano, dando allo stesso tempo risposte certe e trasparenti alle esigenze delle aziende agricole che intendono utilizzare i lavoratori immigrati. Risposte che devono riguardare soprattutto i costi che oggi le imprese sono costrette a sopportare.
Comunque, per tentare di fare massima chiarezza nell’immigrazione è indispensabile per la Cia che si intervenga per modificare la legge Bossi-Fini che non ha finora rappresentato la risposta più efficace contro questi problemi. Non solo. Occorre che sul lavoro in agricoltura si porti avanti un discorso mirato a dare organicità a tutto il sistema.
La Cia sollecita, dunque, il governo ad un confronto costruttivo per individuare le iniziative da sviluppare per impedire il ripetersi di un deprecabile fenomeno, dichiarandosi pronta al dialogo e a fare le proposte opportune perché nel mercato del lavoro degli immigrati si creino le condizioni che rispondano alle esigenze specifiche del lavoro in agricoltura.
 
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