Inflazione: è crollo per i prezzi sui campi e il carrello della spesa alimentare frena la corsa. Giùpasta, frutta, ortaggi, latte e formaggi, ma i consumi restano al palo

30/apr/2010 13.23.37 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: è crollo per i prezzi sui campi e il carrello
della spesa alimentare frena la corsa. Giù pasta, frutta,
ortaggi, latte e formaggi, ma i consumi restano al palo
 
La Cia, a commento dei dati provvisori dell’Istat, evidenzia i problemi che caratterizzano la nostra agricoltura che fa i conti con costi in decisa crescita e redditi sempre più falcidiati Ancora molto lontana una ripresa degli acquisti al dettaglio degli alimentari.
 
Il crollo dei prezzi sui campi (meno 9,6 per cento a marzo scorso, che fa seguito al 13,6 per cento del 2009). rende meno “pesante” la spesa per il carrello alimentare, che nello scorso mese di aprile è rimasta praticamente ferma rispetto a marzo e ha registrato un calo (meno 0,4 per cento) nei confronti dello stesso periodo dell’anno passato. Un trend che ha coinvolto soprattutto prodotti come la pasta che, dopo le impennate, mette a segno una flessione nei listini, nei confronti di aprile 2009, dell’1,6 per cento, e la frutta che diminuisce addirittura del 4,9 per cento. Ribassi anche per ortaggi (meno 0,2 per cento), il latte (meno 2 per cento), i formaggi (meno 1,1 per cento) e il vino (meno 1,3 per cento). Ribassi che, tuttavia, non hanno favorito una ripresa dei consumi che ancora ristagnano in maniera preoccupante. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione.
Diminuzioni -avverte la Cia- favorite dalla caduta verticale, che si protrae da più di un anno, delle quotazioni alla produzione agricola. Anche a marzo, infatti, si sono avuti, rispetto allo stesso periodo del 2009, ribassi dei prezzi degli ortaggi e dei legumi (meno 37,7 per cento), della frutta fresca e secca (meno 20,6 per cento), dei cereali (meno 8,2 per cento, con punte del meno 20 per cento per il grano duro), dei vini (meno 5,8 per cento), dei bovini (meno 3,8 per cento).
Un contributo che -rimarca la Cia- è stato pagato a caro prezzo dagli agricoltori, i cui redditi sono stati falcidiati (meno 25,3 per cento nel 2009), anche a causa del consistente aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici.
Sotto il profilo dei consumi alimentari, la crisi economica -ricorda la Cia- ha contribuito ad un cambiamento dei valori e dello stile di vita. Si acquista con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative più convenienti, si rincorrono le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si trovano a prezzo più basso, si guarda con interesse a saldi, sconti, offerte. Si punta, quindi, al prezzo più basso. E così l’indice degli acquisti domestici resta al palo. La ripresa ritarda e, al momento, è difficile prevedere quando si manifesterà in maniera tangibile.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl