Benzina: niente "accisa zero" e il gasolio va alle stelle. Futuro a rischio per migliaia di serre. In grave difficoltà anche le altre imprese agricole

05/giu/2010 14.05.01 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: niente “accisa zero” e il gasolio va alle stelle. Futuro a rischio per migliaia di serre. In grave difficoltà anche le altre imprese agricole
 
In meno di quattro mesi il prezzo del carburante è cresciuto del 20 per cento. Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito al governo affinché reintroduca il “bonus” e lo estenda a tutta l’imprenditoria agricola. “Evitiamo che si perda ulteriore tempo, aggravando una situazione già critica”. Troppe occasioni mancate: dalla Finanziaria al “Milleproroghe”, al decreto incentivi.
 
Ormai è sempre più a rischio il futuro di migliaia di serre. Il “caro-gasolio” sta avendo conseguenze drammatiche per il settore. In poco meno di quattro mesi si è avuta un’impennata del 20 per cento del prezzo del carburante agricolo. Una crescita record dovuta soprattutto al mancato ripristino dell’“accisa zero”, che avrebbe dato una “boccata d’ossigeno” agli imprenditori agricoli i quali, invece, vedono i loro conti in “profondo rosso”, aggravati dai pesanti costi produttivi e da quelli contributivi e burocratici. .E così molte aziende floricole e orticole sono sull’orlo del baratro e corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia una situazione di grande incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori.
“Dopo la Legge Finanziaria e il ‘Milleproroghe’, si è persa un’altra importante occasione per reintrodurre il fondamentale strumento del ‘bonus-gasolio’. Con il decreto incentivi, sul quale il governo ha posto la fiducia, era, infatti, possibile -afferma il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- correggere un’evidente distorsione e ridare fiato agli imprenditori. Purtroppo, così non è stato. Non si è compresa l’importanza di una misura con la quale frenare la corsa di un costo, quello del gasolio, indispensabile per l’attività in serra”.
“Ancora una volta -aggiunge Politi- il governo, nonostante le ripetute promesse, non è intervenuto, come più volte la nostra Confederazione aveva sollecitato. Oggi, quindi, il quadro resta assai complesso e critico: migliaia di serricoltori costretti a sborsare cifre considerevoli che minano addirittura il proseguimento dell’attività. E tutto ciò diventa ancora più grave se si considera il momento di emergenza per le produzioni in serra. Gli agricoltori fanno i conti con una crescita opprimente dei costi e con un crollo verticale dei prezzi praticati sui campi”.
D’altra parte, il maltempo, che anche in questi primi giorni di maggio continua ad imperversare ha fatto il resto. Le basse temperature hanno fatto crescere enormemente il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò ha determinato un forte incremento di consumi di carburanti. Uno scenario non certo dissimile -avverte la Cia- si riscontra per tutte le altre imprese agricole, anch’esse, infatti, alle prese con i rincari petroliferi che stanno avendo effetti devastanti, insieme a tutti i costi dei fattori produttivi e di quelli contributivi e burocratici.
“Per questa ragione -conclude il presidente della Cia- rinnoviamo l’invito affinché il governo agisca per la pronta reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre e per la sua contemporanea estensione per tutte le imprese agricole. Una misura che, comunque, sia compatibile con le norme Ue ed eviti così un’ulteriore querelle, dopo quella che si è aperta nell’autunno scorso quando la Commissione di Bruxelles ha puntato il dito sull’’accisa zero’. Un intervento, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo”.
 
 
 
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