Agricoltura: con il crollo dei redditi e la mancanza di validi interventi a rischio chiusura oltre 50 mila imprese entro l'anno

"Se non si interviene subito con misure adeguate e realmente incisive, 50 mila imprese agricole rischiano di chiudere i battenti entro l' anno.

05/lug/2010 13.45.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: con il crollo dei redditi e la mancanza di validi
interventi a rischio chiusura oltre 50 mila imprese entro l’anno
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta preoccupato i dati Eurostat che parlano di calo, dal 2000 al 2009, del 36 per cento per i redditi dei nostri agricoltori. Serve subito un’inversione di rotta. Entro il 2010 la Conferenza nazionale per delineare un nuovo progetto di politica agraria.
 
”Se non si interviene subito con misure adeguate e realmente incisive, 50 mila imprese agricole rischiano di chiudere i battenti entro l’ anno. Sarebbe un enorme danno economico: più di 10 miliardi di euro. Occorre ridurre i pesantissimi oneri produttivi, contributivi e burocratici che gravano sugli imprenditori agricoli che hanno visto, nel 2009, tagliati di oltre un quarto i loro redditi, come confermato oggi dall’Ue. Governo, Parlamento, Regioni devono capire che la situazione è drammatica e che non si può perdere ulteriore tempo”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la notizia resa nota da Eurostat secondo la quale dal 2000 al 2009 in Italia i redditi agricoli reali sono diminuiti del 36 per cento contro una crescita del 5,3 per cento nell'Unione europea.
 “Ormai -ha aggiunto Politi- gli agricoltori sono in una situazione di piena emergenza. Di ‘profondo rosso’. Le imprese agricole non riescono più a sostenere i costi che rappresentano macigni opprimenti sulla gestione aziendale. Uno scenario, oltretutto, aggravato dal continuo e drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Un mix esplosivo che ha tagliato di netto (meno 25,3 per cento nello scorso anno) i redditi dei produttori che incontrano sempre più difficoltà e ostacoli. Un vero dramma cui bisogna porre al più presto gli adeguati ripari. Purtroppo, sino ad ora l’attenzione del governo verso il settore è stata scarsissima. E’ stato fatto poco o nulla”.
“Le imprese agricole -ha rimarcato il presidente della Cia- chiedono validi sostegni per poter stare sul mercato e fornire il loro contributo economico e sociale. Per questo diciamo basta al silenzio assordante che c’è nei confronti di un settore che è patrimonio del nostro Paese. Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella agricola, che è una risorsa vitale. Un settore economico che coinvolge direttamente ed indirettamente più di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali collegate alla produzione agricola. Più di un milione di famiglie vivono di agricoltura”.
“Dai cereali all’uva, dall’olio d’oliva all’ortofrutta, dalla zootecnia da carne al settore lattiero-caseario, al florovivaismo, è uno scenario allarmante. Servono -ha ribadito il presidente della Cia- interventi urgenti, straordinari e concreti. E’, quindi, giunto il momento degli atti tangibili. Le imprese agricole sono in grande affanno. Oltre a tempestive misure, serve un nuovo progetto di politica agraria. E la sede più ideale per discuterla e svilupparla resta -ha concluso Politi- la Conferenza nazionale sull’agricoltura, anch’essa tante volte annunciata, ma mai programmata. Non deve finire nel dimenticatoio e va necessariamente svolta entro il 2010”.
 

Così i redditi degli agricoltori italiani in dieci anni
 
2000 +1,6%
2001 -1,8%
2002 -2,6%
2003 -2,2%
2004 +3,5%
2005 -10,4%
2006 -3,4%
2007 -2,0%
2008 +2,0%
2009 -20,6%

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