Gli agricoltori mobilitati contro le violenze, gli egoismi, il razzismo, le mafie. Un forte impegno per la solidarietà, la giustizia e la libertà

05/ott/2010 11.09.58 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Gli agricoltori mobilitati contro le violenze, gli egoismi, il razzismo,
le mafie. Un forte impegno per la solidarietà, la giustizia e la libertà
 
Anche la Cia rinnova la sua partecipazione alla Marcia della Pace Perugia-Assisi che si tiene domenica prossima 16 maggio. Rimettere al centro della nostra vita quei valori condivisi, scolpiti nella nostra bella Costituzione e nel Diritto internazionale dei diritti umani.
 
Il mondo agricolo italiano si mobilita contro le violenze, gli egoismi, l’indifferenza, il razzismo, le mafie, le censure, le paure, le guerre. E con tale spirito la Cia-Confederazione italiana agricoltori anche quest’anno parteciperà domenica prossima 16 maggio alla Marcia della Pace Perugia-Assisi che si svolge sotto lo slogan “Abbiamo bisogno di un’altra cultura”. E così anche in questa particolare occasione verrà ribadito con determinazione la forte azione a favore della convivenza pacifica tra i popoli della Terra, dei diritti umani, della democrazia, della solidarietà e della giustizia, contro il terrorismo, contro ogni forma di prevaricazione e di sopruso.
La scelta della Cia nasce da un impegno e da una tradizione ormai consolidati nel tempo. La Confederazione, fin dalla sua costituzione, ha messo tra le sue priorità proprio la pace, il progresso civile, i valori della democrazia, della giustizia e della libertà, lo sviluppo equilibrato dell’economia. Valori ai quali l’agricoltura può contribuire in maniera determinante in quanto rappresenta un fattore essenziale per garantire la sicurezza alimentare e la concordia tra i popoli.
La Cia con la sua adesione e partecipazione della Marcia Perugia-Assisi vuole riaffermare, soprattutto in questo difficile momento, il deciso impegno dell’agricoltura, degli imprenditori agricoli italiani per sconfiggere l’odio, la violenza e la barbarie, e per battersi per un mondo di pace, di progresso, di vera giustizia. Un’agricoltura, quindi, che costituisce la risorsa e la risposta alla richiesta di cibo da parte di chi oggi vive tra la fame e la disperazione, e rappresenta il solco solido verso la pace.
Per questa ragione la Cia è pienamente d’accordo con le motivazioni che sono alla base della Marcia della Pace. C’è, infatti, bisogno di un’altra cultura: quella della responsabilità, della giustizia, dei diritti umani, della legalità, della libertà, della solidarietà e della speranza.
Sono totalmente condivisibili -sottolinea la Cia- i concetti rimarcati nell’appello per la Marcia di domenica prossima. Dobbiamo rimettere al centro della nostra vita -si afferma- quei valori condivisi, scolpiti nella nostra bella Costituzione e nel Diritto internazionale dei diritti umani, che soli possono aiutarci a superare positivamente questa profonda crisi e ad accrescere la qualità civile della nostra società.
Non si può non valorizzare -rileva la Cia- quanto l’appello per la Marcia mette in evidenzia. Bisogna “sostituire l’io con il noi, la disoccupazione con il lavoro, l'esclusione con l'accoglienza, lo sfruttamento con la giustizia sociale, l’egoismo con la responsabilità, l'individualismo con l’apertura agli altri, l’intolleranza con il dialogo, il razzismo con il rispetto dei diritti umani, il cinismo con la solidarietà, la competizione selvaggia con la cooperazione, il consumismo con nuovi stili di vita, la distruzione della natura con la sua protezione, l’illegalità con il rispetto delle regole democratiche, la violenza con la nonviolenza, i pregiudizi con la ricerca della verità, l’orrore con la bellezza, i ‘miei interessi’ con il bene comune, la paura con la speranza”.
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl