Pil: l'agricoltura torna a crescere, ma le imprese sono sempre più alle corde. Costi asfissianti, prezzi in crollo verticale, redditi falcidiati

Siamo in presenza di un dato positivo che fa seguito, infatti, ad un lungo periodo di continue e preoccupanti flessioni che non sono state affatto recuperate.

05/dic/2010 13.22.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: l’agricoltura torna a crescere, ma le imprese sono sempre più alle corde. Costi asfissianti, prezzi in crollo verticale, redditi falcidiati
 
Per il presidente della Cia Giuseppe Politi il dato positivo sul valore aggiunto agricolo del primo trimestre del 2010 non deve trarre in inganno. Non sono stati affatto recuperate le pesanti flessioni dell’ultimo anno. La situazione per le aziende rimane la più difficile degli ultimi trent’anni.
 
“L’agricoltura torna a crescere. Il valore aggiunto, secondo le prime stime, segna un aumento (ancora non quantificato) nel primo trimestre dell’anno. Un incremento che, tuttavia, non deve trarre in inganno. Siamo in presenza di un dato positivo che fa seguito, infatti, ad un lungo periodo di continue e preoccupanti flessioni che non sono state affatto recuperate. Non solo. Lo scenario del mondo agricolo italiano resta difficile, con imprese in grande affanno, sempre più strette dai pesanti costi produttivi e dai gravosi oneri contributivi e burocratici. Mentre i prezzi praticati sui campi sono in caduta libera (meno 9,6 per cento nel marzo scorso). Per questo motivo sollecitiamo misure straordinarie in grado di dare concreti sostegni agli imprenditori che vedono ridurre drasticamente redditi (meno 20,6 per cento nel 2009) e competitività, avviando al più presto un nuovo progetto di politica agraria che deve scaturire dalla Conferenza nazionale che va svolta entro quest’anno”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento dei dati preliminari dell’Istat sul Prodotto interno lordo (Pil).
“Il segno positivo registrato non sgombra il campo dai tantissimi problemi che oggi -aggiunge Politi- condizionano pesantemente l’agricoltura italiana che vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Il dato dei primi tre mesi non rischiara per nulla il cupo scenario che incombe sul settore. Per questa ragione rinnoviamo le nostre critiche al governo che non ha compreso la gravità delle questioni e lo invitiamo a predisporre al più presto interventi mirati per contrastare l’attuale emergenza”.
“Negli ultimi dieci anni -avverte Politi- circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagne e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2009 più di 40 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che, se non si adottano precisi provvedimenti, nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l’attività”.
“Non a caso, abbiamo sottolineato a più riprese -conclude il presidente della Cia- l’esigenza di interventi tempestivi per ridurre i costi per le imprese. Abbiamo chiesto la fiscalizzazione degli oneri sociali (la cui proroga scade il prossimo 31 luglio) e l’'accisa zero' sul gasolio sia per le serre che per tutte le aziende agricole. Sono misure indispensabili in grado di dare una boccata d’ossigeno agli imprenditori che non possono continuare ad operare in una crisi profonda e nella perenne incertezza”.

Valore aggiunto dell’agricoltura
2002 -3,1%
2003 -4,8%
2004 +13,2%
2005 -4,5%
2006 -3,1%
2007 -0,2%
2008 +0,1%
2009 -3,1%

Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori


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