Olio: deludente il Piano nazionale. Non dà risposte valide ai problemi dei produttori. Risorse finanziarie "virtuali" e proposte che non rispecchiano la gravità della situazione

05/dic/2010 13.24.58 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olio: deludente il Piano nazionale. Non dà risposte valide
ai problemi dei produttori. Risorse finanziarie “virtuali”
e proposte che non rispecchiano la gravità della situazione
 
La Cia esprime critiche alle linee guida del ministero delle Politiche agricole. Dopo due anni, si attendeva un risultato più concreto. Va aperto subito un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e tutte le componenti del sistema olivicolo italiano. Gli agricoltori, assillati da pesanti costi e prezzi delle olive in caduta libera, vogliono interventi incisivi.
 
Un risultato molto deludente. Ci sono proposte che non rispecchiano la drammatica situazione in cui versano migliaia di imprese. Le risorse finanziarie sono soltanto “virtuali” o già impegnate. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta il Piano olivicolo nazionale pubblicato sul sito del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Si è atteso più di due anni, ma da questo Piano -afferma la Cia- non vengono risposte concrete ed incisive ai gravi e complessi problemi dei nostri produttori che fanno i conti con costi in continua ascesa, con prezzi delle olive in drammatico crollo e con redditi sempre più falcidiati.
Il Piano olivicolo nazionale parte da un’analisi attenta dell’intero comparto, ma -rimarca la Cia- quando entra nel vivo delle questioni è privo di concretezza e di efficacia. Insomma, non delinea quelle azioni che oggi gli olivicoltori si attendevano.
Quello che, invece, interessa i produttori -sottolinea la Cia- è un intervento strutturale sui problemi che affliggono il settore, altrimenti la crisi rischia di peggiorare ulteriormente e di portare al tracollo l’intera olivicoltura italiana, con conseguenze facilmente immaginali sia sotto l’aspetto economico che sociale. Già oggi i produttori vendono le olive sotto costo e fronteggiano la crescita di pesanti oneri. Non agire su questo fronte vuol dire ignorare un’emergenza drammatica.
Dal Piano nazionale, quindi, ci si aspettava molto di più. Non si può dimenticare -rileva la Cia- di curare una crescita ed un’organizzazione del comparto in modo da garantire gli agricoltori e renderli più forti nei rapporti di filiera e di valorizzare, nel contempo, le nostre produzioni di qualità che ogni giorno subiscono l’assalto dall’estero.
Da qui la richiesta della Cia, che con altri protagonisti della filiera olivicola ha siglato nei giorni scorsi un importante accordo interprofessionale finalizzato alla valorizzazione delle produzioni nazionali, di ridiscutere il Piano aprendo al più presto un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e tutte le componenti del sistema olivicolo italiano.
 
 
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