Manovra: più equità e lotta agli sprechi . Niente tagli ai servizi sociali e misure per far recuperare il potere d'acquisto delle pensioni

21/mag/2010 11.20.34 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: più equità e lotta agli sprechi. Niente tagli ai servizi sociali
e misure per far recuperare il potere d’acquisto delle pensioni
 
L’Associazione nazionale pensionati della Cia, che lancia una campagna di mobilitazione sul territorio nazionale, sottolinea l’esigenza di tutelare i più deboli, assicurando un’adeguata assistenza. Vanno aumentate fino a 600 euro mensili le pensioni minime. Sviluppare una decisa azione contro la povertà e l’esclusione sociale. Va realizzato il Fondo per la non autosufficienza.
 
Più equità sociale e meno sprechi. Davanti alla difficile crisi, occorre “tagliare” quelle risorse improduttive che appesantiscono la spesa pubblica. Vanno abolite le false invalidità, va incentivata la lotta all’evasione fiscale e combattute tutte le speculazioni e la corruzione. Sono, però, indispensabili misure in grado di far recuperare il potere d’acquisto delle pensioni e dei redditi fissi, entrambi fortemente indeboliti dalle vicende dell’economia di questi ultimi anni. E’ quanto sottolinea l’Anp-Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla manovra che il Governo si appresta ad approvare
Per questa ragione -afferma l’Anp-Cia- occorre aumentare le pensioni minime fino a 600 euro mensili e realizzare un alleggerimento fiscale abbassando l’aliquota inferiore dal 23-al 20 per cento e portando la soglia degli incapienti al livello delle 600 euro di pensione mensili. Va definito, inoltre, un piano per portare, in pochi anni, le pensioni minime fino alla soglia di povertà prevista dall’Istat.
L’adozione di tale provvedimento -rimarca l’Anp-Cia- deve, comunque, mantenere il differenziale tra i vari trattamenti, al fine di premiare coloro che hanno versato regolarmente i contributi. In questa logica va realizzata la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, che deve vedere un impegno comune del Governo, delle Regioni e dei Comuni in un’azione concertata di lotta alle condizioni di disagio che vivono molte persone meno fortunate.
L’Anp-Cia evidenzia come sia sorprendente che i governi europei non abbiano trovato l’accordo sulla necessità di impedire il procrastinarsi delle azioni speculative contro l’euro che continuano ad erodere enormi quantità di risorse finanziarie.
Come sostiene il presidente della Cia Giuseppe Politi, se sono necessarie misure per riportare i conti dello Stato sotto controllo, queste devono essere ispirate ad equità e non vano toccati servizi essenziali per i cittadini, come quelli sanitari e assistenziali.
Il “patto” della salute, tra Governo e Conferenza delle Regioni, è stato sottoscritto solo pochi mesi fa e comprendeva anche un percorso di rientro dal deficit nelle stesse Regioni. Se quella conclusione era di solo effetto elettorale, vuol dire che -rimarca l’Anp-Cia- ancora non vengono raccontate realmente le condizioni dell’economia del Paese, dei conti pubblici e delle conseguenze contenute negli accordi con gli altri paesi europei.
Tutti i cittadini -sottolineano i pensionati Cia- devono avere una valida assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale. Il fondo sanitario va salvaguardato nella sua composizione pubblica, va realizzato concretamente il “patto” della salute, resi più omogenei i servizi sanitari nelle varie regioni e superate le disuguaglianze di trattamento presenti nelle aree rurali rispetto alle aree urbane, i Lea (Livelli essenziali di assistenza) vanno realizzati su tutto il territorio nazionale in maniera più omogenea.
Secondo l’Anp-Cia, il federalismo fiscale deve rafforzare il disegno di recupero delle disuguaglianze, i costi standard previsti dalla normativa devono portare in tutto il paese un miglioramento dei servizi assistenziali rafforzando i servizi territoriali specie quelli presenti nelle aree rurali.
Va realizzato il Fondo per la non autosufficienza attraverso un’azione di maggior impegno nazionale, il concorso delle Regioni, ma anche sviluppando un servizio che, su tutto il territorio nazionale, possa aiutare le famiglie troppo lasciate sole di fronte ad un evento di tale gravità. Va applicata su tutto il territorio nazionale la legge 328/2000, finanziata con adeguati finanziamenti certi, per realizzare una maggiore protezione socio-assistenziale.
La crisi finanziaria scoppiata nel 2008 e gli effetti prodotti nelle economie industrializzate -ricorda l’Anp-Cia- rischiano di portare ad un’accentuazione dei divari tra le classi di reddito più elevate e le fasce dei redditi bassi con il rischio di un forte impoverimento di molta parte delle classi meno abbienti.
La manovra economica -rileva l’Anp-Cia- va realizzata combinando un percorso di riforme che porti il paese fuori dalla crisi, contribuisca a sviluppare l’economia attraverso l’incremento dei consumi, e realizzi una maggiore giustizia sociale.
L’Anp-Cia lancia, quindi, una campagna di mobilitazione che, attraverso le assemblee territoriali convocate per il completamento del percorso congressuale, vuole sviluppare tra gli associati una capillare informazione ed un’azione di pressione affinché l’azione del Governo vada nella giusta direzione.
 
 
 
 
 
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