Manovra: è assente ogni strategia di sviluppo . L'agricoltura in grave emergenza non può sostenere nuovi tagli. Così non si risolvono, ma si aggravano i problemi delle imprese

25/mag/2010 12.53.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: è assente ogni strategia di sviluppo. L’agricoltura
in grave emergenza non può sostenere nuovi tagli. Così
non si risolvono, ma si aggravano i problemi delle imprese
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi critica le misure del governo illustrate a Palazzo Chigi alle parti sociali. Più di un miliardo di euro è già stato sottratto al settore agricolo. Servivano misure per ridurre il pesante fardello dei costi che opprimono le aziende, per sostenere i redditi, praticamente falcidiati, per rilanciare il “made in Italy” e ridare vigore a competitività e crescita economica.
 
“Una manovra fatta solo di tagli pesanti e indiscriminati, di nuove imposte e assolutamente priva di una strategia di rilancio dell’economia e del sistema imprenditoriale. Non troviamo traccia di validi provvedimenti strutturali che possono garantire una ripresa dello sviluppo. Per l’agricoltura, in grave emergenza, non ci sono prospettive. Il settore non può sostenere altri ‘colpi di forbice’. Con la finanziaria ha già visto sottratte risorse per un miliardo di euro (di cui 450 milioni di euro dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni di euro per la cancellazione del ‘bonus gasolio’ e per la fine, dal prossimo 31 luglio, delle agevolazioni contributive a favore degli agricoltori nelle zone montane e svantaggiate). Oltretutto, le aziende fanno i conti con onerosi costi produttivi, contributivi e burocratici, con il crollo dei prezzi all’origine e con redditi praticamente falcidiati. Siamo in presenza di misure confuse che di sicuro non risolveranno il problema della spesa pubblica, né assicureranno alle imprese le leve per uscire dall’attuale difficile congiuntura”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi si è espresso in merito al pacchetto predisposto dal governo e illustrato oggi alle parti sociali nella riunione a Palazzo Chigi.
“E’ vero che la situazione è alquanto complessa e che servono misure coraggiose e rigorose, ma è altrettanto vero che -ha aggiunto Politi- il tutto va coniugato con l’equità e con la garanzia di dare alle aziende le certezze per il futuro. La manovra del governo va, invece, nella direzione opposta. Unicamente colpi di scure e una lotta agli sprechi e all’evasione non adeguata. L’imprenditoria, in particolare, quella agricola, ne esce mortificata. Si allontano in maniera preoccupante sia la competitività che lo sviluppo, che sono indispensabili per rilanciare il nostro Paese”.
“In queste ultime settimane più volte abbiamo sostenuto che -ha rimarcato il presidente della Cia- l’agricoltura italiana non è nelle condizioni per subire una riduzione delle già poche risorse ad essa destinate. Il settore vive, infatti, una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Solo nello scorso anno più di 40 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere e non è pensabile che gli agricoltori siano costretti a subire interventi penalizzanti per la propria attività produttiva”.
“Il mondo agricolo italiano -ha rilevato Politi- ha bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende che oggi, purtroppo, sono in grande affanno. I provvedimenti del governo non danno alcuna risposta, anzi rendono ancora più fosco lo scenario del settore primario”.
“Ecco perché bocciamo la manovra. Oltre a mancare di equità sociale e non fornire un’indispensabile prospettiva di sviluppo, rischia -ha concluso il presidente della Cia- di non risolvere le vere questioni di fondo e di costringere gli italiani a nuovi e inutili sacrifici”.
 
 
 
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