Agricoltura: la crisi è drammatica e va risolta con fatti concreti La Cia sta con i produttori e al governo dice basta con le promesse

28/mag/2010 11.47.57 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Agricoltura: la crisi è drammatica e va risolta con fatti concreti
La Cia sta con i produttori e al governo dice basta con le promesse
 
Il presidente Giuseppe Politi replica alle affermazioni del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan: la nostra non è una posizione ideologica, rispecchia soltanto la realtà delle cose. La manovra è iniqua e manca di riforme strutturali. Al settore primario la finanziaria del 2010 ha tolto risorse per oltre un miliardo. E gli agricoltori fanno i conti con prezzi in caduta, con costi alle stelle e redditi falcidiati. Attendiamo ancora di essere ascoltati. Siamo pronti al confronto per il bene degli imprenditori. Altro non ci interessa.
 
“Altro che posizione ideologica. Il nostro giudizio sulla manovra del governo e le nostre critiche sul disinteresse che in questi ultimi anni si è avuto nei confronti dell’agricoltura rispecchiano la realtà delle cose. Gli ultimi provvedimenti varati sono unicamente improntati ai tagli e all’inasprimento fiscale, di riforme strutturali nulla. E questo non lo diciamo solo noi. Anche la Confindustria ha espresso pesanti riserve. La finanziaria per il 2010, poi, ha tolto agli agricoltori risorse per oltre un miliardo, tra cui 450 milioni di euro dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni di euro per la cancellazione del ‘bonus gasolio’ e per la fine, dal prossimo mese di luglio, delle agevolazioni contributive a favore degli agricoltori nelle zone montane e svantaggiate. Questi sono dati veri e non chiacchiere. A questi aggiungiamo il crollo dei prezzi sui campi (meno 13,4 per cento nel 2009), gli aumenti di costi produttivi, contributivi e burocratici (oltre il 10 per cento) e la caduta verticale dei redditi (meno 20,6 per cento). Il quadro -confermato sia da Istat che da Ismea- è chiaro: il mondo agricolo è in piena emergenza e l’esecutivo continua a fare le orecchie da mercante. La nostra posizione, quindi, non ha nulla di partitico o di politico, né di arroccamento pregiudiziale”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi risponde ai rilievi mossi dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan durante un intervento a “Unomattina” Rai.
“Non accettiamo lezioni o critiche gratuite da nessuno, né tanto meno dal ministro Galan, al quale più volte in queste ultime settimane abbiamo chiesto un incontro per avviare un serio confronto, ma da parte sua -aggiunge Politi- c’è stato solo un silenzio assordante. Ci appaiono, pertanto, fuori luogo certe affermazioni sprezzanti verso la nostra Confederazione e il suo operato che è rivolto unicamente al bene dei produttori agricoli e alla crescita del settore primario”.
“Prima di etichettare la nostra posizione come ideologica, il ministro -sottolinea il presidente della Cia- dovrebbe innanzitutto informarsi sulle drammatiche difficoltà che oggi attanagliano le imprese agricole italiane, che sono sempre più in affanno e non riescono a stare sul mercato. Più volte abbiamo denunciato che soltanto nello scorso anno oltre 40 mila imprese hanno chiuso i battenti e altrettante lo faranno quest’anno. Il governo ha fatto soltanto promesse. E’ stato lo stesso premier Silvio Berlusconi ad annunciare misure (come quelle relative al Fondo di solidarietà nazionale per le calamità) che, però, sono rimaste solo belle intenzioni. E intanto gli agricoltori hanno pagato e pagano e a che prezzo”.
“Il ministro Galan -rimarca Politi- dovrebbe farsi un giro nelle nostre campagne, parlare con i produttori, per comprendere i gravosi problemi con i quali sono costretti a confrontarsi in maniera quotidiana. Probabilmente cambierebbe giudizio anche verso la nostra Organizzazione che si sta fortemente impegnando per cercare di tutelare gli interessi di tantissime famiglie che vivono di agricoltura e che rischiano, vista la drammaticità della situazione, di piombare nel baratro più profondo”.
“Al ministro chiediamo, a questo punto, di lasciare stare le polemiche pretestuose e di mettersi insieme con noi intorno ad un tavolo e -rileva il presidente della Cia- tentare di individuare le strade migliori per ridare slancio all’intera imprenditoria agricola. Dobbiamo operare con la massima concretezza ed incisività. La crisi non aspetta e non si risolve con le parole e i giudizi. Noi, come del resto abbiamo affermato sin dal momento dell’insediamento di Galan al dicastero, siamo pronti a collaborare e a sviluppare quella concertazione che in questi ultimi anni è stata completamente ignorata. Attendiamo solo una risposta”.
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl