Antitrust: agricoltore, l'anello più debole dell'agroalimentare. A dettare le condizioni sono le multinazionali . Una maggiore tutela delle imprese

15/giu/2010 16.54.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Antitrust: agricoltore, l’anello più debole dell’agroalimentare. A dettare le condizioni sono le multinazionali . Una maggiore tutela delle imprese
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta la relazione del garante della concorrenza Antonio Catricalà. Ridurre i costi e favorire un mercato più giusto ed equilibrato. Occorre un reale sostegno ai produttori che vedono sempre più crollare i prezzi sui campi
 
“L’agricoltura sta vivendo una drammatica crisi, dove i costi hanno raggiunto livelli insostenibili e i prezzi praticati sui campi continuano la loro caduta libera. Il settore è l’anello più debole della catena agroalimentare. Gli agricoltori sono sempre più penalizzati da un mercato drogato e squilibrato, dal potere delle multinazionali che dettano i tempi e le condizioni. Quindi, non possiamo che apprezzare la sollecitazione che viene dal garante per la concorrenza Antonio Catricalà di tutelare maggiormente le piccole e medie imprese che sono le più esposte alle oscillazioni finanziarie e all’atteggiamento aggressivo dei grandi colossi commerciali”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla relazione dell’Antitrust presentata oggi al Parlamento.
“E’ innegabile che le imprese agricole -ha aggiunto Politi- fanno i conti con una situazione estremamente precaria. Il loro potere contrattuale è andato sempre più diminuendo a vantaggio di pochi che fanno sentire il loro peso sul mercato. Crediamo, dunque, che sia giunto il momento di riportare equità e giustizia. E cogliamo la richiesta del garante come quanto mai opportuna. Occorre, infatti, una reale azione di sostegno delle imprese di piccole dimensioni che altrimenti, visto anche la scarsa attenzione che c’è da parte del governo nei confronti dell’agricoltura, rischiano di finire stritolate tra i meccanismi artificiosi della finanza”.
“E quello che abbiamo visto in questi ultimi anni è sintomatico. I prezzi pagati all’agricoltore -ha rimarcato il presidente della Cia- sono crollati in maniera verticale, ma di tutto ciò non hanno beneficiato i consumatori che, come le imprese agricole, hanno visto diminuire il loro potere d’acquisto e così i consumi sono rimasti al palo”.
“Siamo d’accordo con il garante quando afferma che il mancato avvio delle riforme per l'attuazione di una piena concorrenza pesa sui costi di famiglie e imprese. Nel nostro Paese i costi degli input produttivi sono più alti della media europea. Un adeguamento dei costi a quelli europei -ha rilevato Politi- darà respiro alle imprese e agli agricoltori che rispetto ai loro colleghi comunitari hanno registrato nel 2009 la flessione più consistente dei redditi (meno 20,6 per cento). Di qui la necessità di politiche ed interventi mirati che finora sono, purtroppo, mancati”.
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