Manovra: fiscalizzazione degli oneri sociali e "bonus gasolio" di vitale importanza per le imprese agricole in grave crisi

Manovra: fiscalizzazione degli oneri sociali e "bonus gasolio" di vitale importanza per le imprese agricole in grave crisi Manovra: fiscalizzazione degli oneri sociali e "bonus gasolio" di vitale importanza per le imprese agricole in grave crisi Nonostante i ripetuti "no" del ministero dell'Economia, il presidente della Cia Giuseppe Politi auspica l'introduzione di queste due misure nel provvedimento in discussione in Parlamento.

22/giu/2010 15.01.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: fiscalizzazione degli oneri sociali e “bonus gasolio”
di vitale importanza per le imprese agricole in grave crisi
 
Nonostante i ripetuti “no” del ministero dell’Economia, il presidente della Cia Giuseppe Politi auspica l’introduzione di queste due misure nel provvedimento in discussione in Parlamento. Occorre ridurre i pesanti costi produttivi e contributivi che pesano sulle aziende. Indispensabile anche il rifinanziamento del settore bieticolo-saccarifero che vive un momento particolarmente difficile.
 
“Il governo, e soprattutto il ministero dell’Economia, non può restare fermo davanti alla grave crisi che sta colpendo il settore agricolo. Le imprese sono ormai al collasso, con costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, con prezzi praticati sui campi in crollo continuo e redditi sempre più corrosi (nel 2009 hanno subito un ‘taglio’ di quasi un quarto rispetto all’anno precedente). La discussione parlamentare sulla manovra può, quindi, rappresentare un’occasione importante per dare prime risposte alle esigenze degli agricoltori: reintrodurre ‘il bonus-gasolio’ utilizzato per le serre, prorogare la fiscalizzazione degli oneri sociali per aziende agricole che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, che è in scadenza fra poco più di un mese, precisamente il prossimo 31 luglio, rifinanziare il comparto bieticolo-saccarifero”. Lo sostiene il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per una situazione, quella dell’agricoltura, che si fa critica ogni giorno di più.
“Negli ultimi cinque anni -aggiunge Politi- i costi contributivi sono praticamente triplicati e senza la fiscalizzazione sarebbe un vero dramma. Nella legge finanziaria 2010, nel “Milleproroghe” e nel decreto incentivi questo pressante problema è stato completamente ignorato. D’altra parte, il panorama per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate è alquanto difficile e costellato da nubi minacciose. Dal primo agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l’80 per cento delle giornate denunciate all’Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale”.
“La situazione diventa ancora più allarmante se si pensa che molte di queste imprese -rimarca il presidente della Cia- avevano aderito all’operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione. Senza la fiscalizzazione la situazione diventerà insostenibile per migliaia di imprenditori agricoli che danno occupazione. Gli oneri contribuitivi s’impenneranno in maniera preoccupante”.
“Stesso discorso per il ‘bonus-gasolio’. I rincari del carburante -rileva Politi- stanno mettendo in ginocchio tantissime imprese, soprattutto le serre che, proprio a causa dell’abolizione delle agevolazioni, hanno visto lievitare i costi a livelli record. Molte aziende floricole e orticole corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti.
“D’altronde, l’agevolazione -ricorda il presidente della Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio’, le cui quotazioni stanno avendo ora una nuova impennata e vanno ad incidere sulla gestione delle serre. Appare, quindi, assurdo che l’‘accisa zero’ sia stata cancellata, provocando danni incalcolabili. Per questa ragione, chiediamo non solo la reintroduzione ma anche l’estensione del ‘bonus’ per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere. Un intervento che sia compatibile con le norme Ue ed eviti così un’ulteriore querelle”.
Per quanto riguarda, invece, il rifinanziamento per il bieticolo-saccarifero, Politi sostiene “grave il fatto che i produttori di bietole non sanno se avranno quanto dovuto negli anni 2009 e 2010, che le industrie stanno chiudendo i bilanci senza sapere se avranno o meno gli aiuti e che migliaia di lavoratori vivono un giustificabile stato di apprensione e di grande incertezza”.
“Di fronte a questi pressanti problemi -conclude il presidente della Cia- il governo deve intervenire. Il ministero dell’Economia non può continuare a dire solo ‘no’. Sono misure irrinunciabili e la loro approvazione è vitale per la sopravvivenza di tantissime imprese”.
 
 
 
 
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