Mozzarelle blu: tra scandali e "tarocchi" consumi a rischio per il "made in Italy". Subito chiarezza per garantire i consumatori e tutelare i produttori

Mozzarelle blu: tra scandali e "tarocchi" consumi a rischio per il "made in Italy".

23/giu/2010 13.24.14 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Mozzarelle blu: tra scandali e “tarocchi” consumi
a rischio per il “made in Italy”. Subito chiarezza
per garantire i consumatori e tutelare i produttori
 
 
La Cia rinnova l’invito a sviluppare iniziative improntate alla massima trasparenza. Il Tavolo tra governo e filiera è l’occasione ideale per analizzare attentamente il problema ed evitare contraccolpi per le nostre produzioni. Gli allevatori italiani hanno investito molto in sicurezza e qualità.
 
 
La vicenda delle mozzarelle blu, importate nel nostro Paese dalla Germania, rischia di avere contraccolpi sulle nostre produzioni, che sono sicure e di qualità. Bisogna, quindi, che si faccia la massima chiarezza e non si dia adito ad ingiustificati e assurdi allarmismi che provocano soltanto danni all’agroalimentare “made in Italy”, alla filiera, agli allevatori. Il Tavolo tra governo e le varie componenti del settore può essere l’occasione per analizzare i termini del problema e procedere con iniziative che permettano di uscire senza ulteriori conseguenze da una situazione non certo facile. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale ribadisce l’impellente esigenza che venga estesa a tutti gli alimenti l’indicazione d’origine in modo da garantire i consumatori, sempre più disorientati davanti a fatti del genere e alle prese con etichette anonime che non consentono di capire quale sia la provenienza del prodotto, e degli stessi imprenditori agricoli che molto hanno investito in sicurezza e per elevare i livelli qualitativi.
D’altra parte, proprio il comparto dei formaggi è quello più soggetto alle clonazioni, alle frodi, alle truffe, al falso. E la mozzarella, di cui gli italiani ne consumano in un anno circa 170 milioni di chili, è il prodotto più imitato e taroccato. Il che mette in grave difficoltà il “made in Italy” che dall’agropirateria, dall’azione di veri “killer” della tavola subisce, purtroppo, pesanti effetti negativi sotto il profilo dell’immagine.
Nel nostro Paese la mozzarella, sia di bufala che vaccina, è il formaggio più comprato ed è presente sulle tavole di quasi tutte le famiglie. Rappresenta oltretutto un vero fiore all’occhiello delle nostre esportazioni in quanto è apprezzato in tutto il mondo. Quest’ultima brutta vicenda, se non si agisce per fare massima trasparenza, può generare confusione tra i consumatori e causare una flessione dei consumi, come del resto è avvenuto durante altre emergenze alimentari (aviaria in particolare), peraltro “importate” e non provocate dalla nostra agricoltura.
La Cia rinnova, quindi, l’appello per procedere in modo chiaro e spedito e fare in modo che il Tavolo tra governo e filiera si riunisca in tempi brevi per portare avanti iniziative che permettano di evitare effetti negativi per un comparto, quello della mozzarella, che è in crescita, visto che i consumi nello scorso anno sono aumenti di oltre il 5 per cento rispetto al 2008.


 L'etichetta con l'origine sulle nostre tavole

Alimenti con l'indicazione di provenienza E quelli senza
Carne di pollo Pasta
Carne bovina Carne di maiale e salumi
Latte fresco Carne di coniglio
Uova Carni ovicaprine
Miele Derivati del pomodoro
Passata di pomodoro Formaggi
Frutta e verdure fresche Latte a lunga conservazione
Pesce Frutta e verdure trasformate
Olio extravergine di oliva Derivati dei cereali

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