Quote latte: una partita ancora aperta. Sospendere i pagamenti e subito un intervento risolutivo del ministro Galan per dare certezze normative agli allevatori

24/giu/2010 12.43.17 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Quote latte: una partita ancora aperta. Sospendere
i pagamenti e subito un intervento risolutivo del ministro
Galan per dare certezze normative agli allevatori
 
La Cia denuncia una situazione confusa che in tempi brevi va resa finalmente chiara. Il grido d’allarme lanciato nel maggio scorso dal presidente Giuseppe Politi era quanto mai opportuno: le vicende di questi ultimi giorni lo dimostrano palesemente.
 
I fatti, le manifestazioni e le polemiche di questi ultimi giorni dimostrano chiaramente che il grido d’allarme lanciato nello scorso mese di maggio dal presidente Giuseppe Politi era quanto mai opportuno. La partita delle quote latte, infatti, è tutt’altro che conclusa. Quindi, in attesa di un chiarimento del quadro normativo, è opportuno che il governo italiano inoltri a Bruxelles la richiesta di sospensione dei pagamenti delle rateizzazioni in atto. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per uno scenario che per gli allevatori si fa sempre più oscuro.
L’attuale situazione, oltre che a lasciare aperti i vari contenziosi, continua a creare fra i produttori -afferma la Cia- un clima di confusione sull’applicazione delle norme di legge e di incertezza per il futuro. Tutto ciò in un momento in cui proprio i produttori sono alle prese con prezzi del latte alla stalla non remunerativi e con costi produttivi, contributivi e burocratici in ulteriore crescita.
La Cia, per questa ragione, chiede con forza un pronto e risolutivo intervento del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan e dell’Amministrazione in modo da dare finalmente certezze normative ad un settore cosi importante per la nostra agricoltura.
Inoltre la Cia ribadisce con altrettanta fermezza che non possono essere ulteriormente elusi dal governo i provvedimenti legislativi dallo stesso emanati. Ci si riferisce soprattutto ai 45 milioni di euro destinati da un provvedimento di legge ai produttori che avevano investito per l’acquisto di quote. Ad oggi nemmeno un euro è arrivato agli allevatori che, peraltro, sono sempre più esposti finanziariamente con il sistema bancario.
 
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