SERVIZI: BRACCIANO (RM), DA SINDACO SALA APPELLO CONTRO CHIUSURA SPORTELLO POLIFUNZIONALE AGENZIA DELLE ENTRATE

05/lug/2010 12.10.37 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

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Sala, “La decisione di interrompere il servizio e chiudere lo sportello crea un danno concreto alla popolazione residente nella zona di Roma Nord”.

Energica la presa di posizione del Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, contro la decisione unilaterale ed ingiustificata dell’Agenzia delle Entrate di chiudere lo sportello polifunzionale decentrato di Bracciano. La notizia è arrivata a sorpresa venerdì 2 luglio durante l’incontro con il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha annunciato di voler interrompere il servizio sostanzialmente per motivi di carenza di personale senza considerare l’entità numerica del bacino territoriale (stimata nel 2004 intorno a 40.000 abitanti e oggi aumentata proporzionalmente all’aumento dei Comuni di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Manziana e Canale Monteranno), servito dallo sportello polifunzionale di Bracciano.

Il Sindaco di Bracciano, rivolgendosi alle autorità di riferimento, sia a livello di Agenzia delle Entrate sia a livello di Ministeri che dei Sindaci dei Comuni impattati, ha commentato in merito: “La motivazione della carenza di personale non appare sufficiente a spiegare questa brusca inversione di marcia da parte dell’Agenzia delle Entrate in quanto, tutti sappiamo bene, per il lavoro che facciamo quotidianamente, che le difficoltà organizzative sono oggetto di scelte strategiche ben definite che privilegiano alcuni aspetti piuttosto che altri e che dovrebbero tener conto dell’efficacia raggiunta dal servizio sulla base del rapporto tra costi e benefici (laddove i benefici riguardano 40.000 persone dislocate su un vasto territorio che grazie allo sportello di Bracciano evitano di contribuire al traffico romano, quindi all’inquinamento dell’aria, allo spreco di tempo sottratto alla propria attività e via dicendo).”

Lo sportello decentrato di Bracciano dell’Agenzia delle Entrate ha iniziato la sua attività a partire dal 15 settembre 2004, sulla base di un Protocollo d’Intesa sottoscritto dall’Agenzia delle Entrate, Ufficio Locale di Roma Tre e dal Comune di Bracciano e, da allora ha registrato un’affluenza di pubblico stimabile orientativamente in circa 100 persone per ogni giornata di apertura che, nel tempo, da due sono state ampliate a quattro rispondendo ad una specifica richiesta del territorio. Da parte sua, il Comune di Bracciano, visto il notevole afflusso di pubblico che si mantiene costante nel tempo, ha individuato e predisposto una nuova sede per lo sportello, dotata di più stanze, nella zona nuova di Bracciano, densamente abitata e con libertà di parcheggio, in adiacenza alla Farmacia Comunale.

Insomma nulla sembra autorizzare questa scelta di riduzione dei servizi come il Sindaco Sala sottolinea nella sua comunicazione alle autorità istituzionali: “La decisione, annunciata verbalmente al sottoscritto dal Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, di interrompere il servizio e chiudere lo sportello polifunzionale di Bracciano per motivi sostanzialmente di carenza di personale - continua Sala - appare in netta contraddizione con l’atteggiamento finora avuto dall’Agenzia delle Entrate e, oltre ad incrinare lo spirito di collaborazione finora avuto, crea un danno concreto alla popolazione residente nella provincia di Roma Nord che, senza lo sportello di Bracciano, si vede costretta a rivolgersi di nuovo all’Ufficio di Settebagni (distante dai territori provinciali mediamente 50 Km.) per qualsiasi tipo di rapporto con il Fisco”.

Nel richiamarsi allo spirito di collaborazione che deve connotare i rapporti tra tutti gli organismi pubblici finalizzati al raggiungimento di obiettivi di interesse comune quali, primariamente, la semplificazione e il decentramento dei servizi pubblici in luoghi vicini e di facile accesso a tutte le fasce della cittadinanza, il Sindaco di Bracciano chiama in causa la Direzione Generale dell’Agenzia delle Entrate, il Ministro dell’Economia e quello della P.A., oltre ai Sindaci dei Comuni impattati dal servizio, esprimendo il proprio dissenso rispetto ad una scelta priva di ogni ragionevolezza e fonte di aggravio di problemi per la cittadinanza in un momento sociale difficile come quello che stiamo attraversando, e chiedendo loro di farsi parte attiva per la continuità del servizio.

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