Manovra: agricoltura in grave crisi e la Cia torna in piazza. Chiede immediate e straordinarie misure. Migliaia di imprese a rischio chiusura

07/mag/2010 12.55.12 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: agricoltura in grave crisi e la Cia torna in piazza. Chiede immediate e straordinarie misure. Migliaia di imprese a rischio chiusura
 
Giovedì prossimo 8 luglio la Direzione nazionale della Confederazione deciderà tempi e modi di una nuova grande mobilitazione. Ai lavori parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Il presidente Giuseppe Politi: subito emendamenti per la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, (che, però, deve essere propedeutica ad una riforma per ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole) e per il “bonus gasolio”.
 
L’agricoltura in grave crisi, asfissiata dagli alti costi produttivi, contributivi e burocratici, da prezzi sui campi in caduta libera e da un taglio drastico dei redditi, torna in piazza per chiedere che nella manovra del governo, attualmente in discussione in Parlamento, vengano inserite immediate e straordinarie misure a sostegno delle imprese, che sono costrette ad operare in grande affanno e vedono sempre più compromessa la propria competitività. Sarà la Direzione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, convocata per giovedì prossimo 8 luglio a Roma e alla quale parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan, a decidere tempi e modi di una nuova massiccia mobilitazione che dovrebbe prendere corpo dal 15 luglio in poi.
“Stiamo vivendo -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi che terrà la relazione introduttiva della Direzione nazionale- un momento estremamente difficile. I costi delle imprese sono insostenibili e dal prossimo agosto aumenteranno ulteriormente, visto che il 31 luglio finirà la fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese delle zone svantaggiate e di montagna. Un quadro allarmante che rischia di mettere fuori gioco migliaia di aziende. Solo nello scorso anno oltre 50 mila sono state costrette a chiudere i battenti. Bisogna, quindi, intervenire e in maniera concreta. Con la nostra mobilitazione, che si articolerà in una serie di iniziative territoriali e nazionali, si vogliono porre le pressanti questioni agricole al centro dell’attenzione e sollecitare governo e forze politiche a sviluppare le indispensabili azioni per dare risposte valide alle esigenze degli agricoltori”.
“La presenza in Direzione nazionale del ministro Galan sarà l’occasione -continua il presidente della Cia- per avviare un confronto serrato e costruttivo sui temi agricoli. Ma anche un momento per rappresentare il panorama agricolo in tutta la sua drammaticità. Il governo deve intervenire se non vuole disperdere un patrimonio, quello della nostra agricoltura, che rappresenta un puntello fermo sia in campo economico che sociale”.
Tra le misure immediate da adottare e da inserire, attraverso opportuni emendamenti, nella manovra anti-crisi, la Cia chiede, quindi, la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna (che, però, deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole) e il ripristino del “bonus gasolio” non solo per le serre, che in questi ultimi mesi hanno subito un pesante aggravio nei costi petroliferi, ma anche per tutte le altre imprese.
“Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. E’ assurdo che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece, bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni le misure del governo non danno alcuna risposta. Ecco perché -conclude Politi- torniamo a mobilitarci. Vogliamo un’immediata svolta”.
 
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