Manovra: penalizza i pensionati e "taglia" i servizi sociali

La Direzione nazionale dell'Anp-Cia è consapevole della necessità di un intervento urgente per sanare la finanza pubblica, ma al tempo stesso riafferma l'esigenza di un riequilibrio del peso della manovra, che, nella sua versione originaria, si limita a una riduzione del deficit, seguendo un approccio centralistico, in contrasto con i principi del federalismo fiscale e senza prevedere politiche di impulso all'economia, diversamente da altri Paesi.

07/mag/2010 15.24.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: penalizza i pensionati e “taglia” i servizi sociali
 
La Direzione nazionale dell’Associazione pensionati della Cia esprime forte preoccupazione e sconcerto per un pacchetto di misure inique. Particolarmente colpita la spesa sanitaria. Nessun recupero del potere d’acquisto per le fasce più deboli. In questo modo si rende impraticabile la realizzazione del federalismo fiscale. D’accordo con la posizione critica delle Regioni.
 
La mancanza di un percorso in grado di recuperare il potere d’acquisto ai redditi bassi rappresentati dalla maggioranza delle pensioni, capaci di incrementare i consumi e dare un contributo alla crescita economica, rendono l’insieme della manovra anti-crisi del governo, ora in discussione in Parlamento, fortemente squilibrata e non in grado di contribuire strutturalmente alla diminuzione del debito pubblico. E’ questo uno dei giudizi negativi sul “pacchetto” di provvedimenti varati dall’esecutivo espressi dalla Direzione nazionale dell’ Associazione pensionati (Anp) della Cia-Confederazione italiana agricoltori, riunitasi a Roma, che ha manifestato tutta la sua forte preoccupazione e il suo evidente sconcerto su misure penalizzanti e assolutamente inique.
La Direzione nazionale dell’Anp-Cia è consapevole della necessità di un intervento urgente per sanare la finanza pubblica, ma al tempo stesso riafferma l'esigenza di un riequilibrio del peso della manovra, che, nella sua versione originaria, si limita a una riduzione del deficit, seguendo un approccio centralistico, in contrasto con i principi del federalismo fiscale e senza prevedere politiche di impulso all'economia, diversamente da altri Paesi.
Per questa ragione i pensionati Cia giudicano pesanti gli interventi sulla sanità e sulla riclassificazione della spesa farmaceutica, sui tagli a Regioni, Provincie e Comuni, chiamati a contribuire a regime per 8,5 miliardi di euro, oltre il 60 per cento della riduzione prevista nella spesa.
Per le Regioni si tratta del sostanziale annullamento dei trasferimenti per il finanziamento delle funzioni devolute con le leggi Bassanini nel 1997; per Comuni e Province, un taglio ai trasferimenti dell’ordine del 20 per cento del totale.
Con questa impostazione -sottolinea la Direzione dell’Anp-Cia- si rende impraticabile la realizzazione del federalismo fiscale che, viceversa, rappresenta la strada, assieme alle riforme istituzionali del bicameralismo, all’eliminazione degli enti inutili, alla riorganizzazione delle province, in grado di contribuire realmente a rimuovere le ragioni strutturali che nel nostro Paese continuano ad alimentare un così elevato debito pubblico.
Altri aspetti preoccupanti della manovra sono, per i pensionati Cia, le diminuzioni nei trasferimenti agli enti locali, gli interventi sul sistema sanitario, sulla farmaceutica, che complessivamente portano ad una diminuzione degli interventi sulle politiche sociali che rappresentano ormai l’unica forma di sostegno alle categorie più in difficoltà rappresentate in particolare dai pensionati.
La messa in difficoltà del federalismo, i tagli agli enti locali, costringono queste istituzioni -è stato evidenziato- ad applicare le aliquote fiscali massime, aumentando la pressione fiscale complessiva che già in questi giorni viene stimata superiore al 43 per cento del prodotto interno lordo.
La Direzione dell’Anp-Cia condivide l’azione delle Regioni e degli Enti locali tesa al recupero di un maggiore equilibrio della manovra, ma esprime anche la necessità che, sia Regioni che Enti locali, si impegnino maggiormente nella lotta agli sprechi ed alle spese inutili, contribuendo anch’essi all’azione complessiva di riorganizzazione della spesa pubblica.
In particolare i pensionati Cia vigileranno affinché nell’azione di riorganizzazione dei servizi sociali e sanitari non siano colpite particolarmente le zone rurali.
Nelle prossime settimane l’Anp-Cia svilupperà un’azione di incontri generalizzati con le Regioni e gli enti locali, per portare il proprio sostegno, ma anche per tutelare i pensionati dai pericoli di smantellamento generalizzato dei servizi e parteciperà alla mobilitazione annunciata dalla Cia.
L’Anp-Cia, è impegnata, inoltre, a sviluppare una campagna di assemblee informative a tutti i pensionati ed a esercitare sul governo tutta la pressione che assieme alle altre organizzazioni del Cupla (Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo) è possibile sviluppare attraverso incontri con i gruppi parlamentari.
 
 
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