Manovra: solo per l'agricoltura non ci sonorisposte. Basta con le discriminazioni. Le imprese sono in crisi e occorrono subito interventi per ridurre i pesanti costi

"In questi ultimi due anni -sottolinea Politi- abbiamo assistito, come agricoltura, ad un comportamento da parte del governo di assoluto disinteresse.

07/giu/2010 12.16.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Manovra: solo per l’agricoltura non ci sono risposte.
Basta con le discriminazioni. Le imprese sono in crisi
e occorrono subito interventi per ridurre i pesanti costi
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: per gli altri settori ci sono sempre risorse disponibili, per noi soltanto un silenzio assordante. La nostra sarà una mobilitazione ferma e decisa sull’intero territorio nazionale. Subito la fiscalizzazione degli oneri sociali e il “bonus gasolio”. Davanti a un difficile scenario sempre più indispensabile la Conferenza nazionale.
 
“Per gli altri settori produttivi c’è sempre pronta una risposta. Per l’agricoltura solo silenzio assordante. Le ultime vicende legate alla manovra finanziaria varata dal governo, attualmente all’esame del Parlamento, ne sono la chiara conferma. Le associazioni dell’industria, del commercio e dell’artigianato giustamente reclamano alcuni interventi correttivi e vengono immediatamente accontentate. Il mondo agricolo, che vive una profonda crisi, da mesi sollecita misure per ridurre i pesanti costi che gravano sulla gestione delle imprese, ma la legittima richiesta finisce ancora una volta nel nulla di fatto. Una vera e propria discriminazione che penalizza migliaia di agricoltori che vivono un momento di grande difficoltà e per molti di loro si prospetta addirittura lo spettro della chiusura”. Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, esprime forte preoccupazione per un atteggiamento che mette gli imprenditori su due piani diversi. “Per quelli agricoli -afferma- c’è sempre il gradino più basso”.
“In questi ultimi due anni -sottolinea Politi- abbiamo assistito, come agricoltura, ad un comportamento da parte del governo di assoluto disinteresse. L’ultima legge finanziaria ha tagliato oltre un miliardo di risorse, mentre tutti i provvedimenti successivi, dal “milleproroghe” al decreto incentivi, hanno continuato ad ignorare il settore primario, nonostante le ripetute sollecitazioni e l’aggravamento dello scenario per le aziende. Una non considerazione che si è tradotta in problemi complessi che stanno sempre più fiaccando l’attività imprenditoriale dei nostri produttori”.
“Da qui nasce la nostra nuova mobilitazione sul territorio, il cui programma sarà deciso dalla Direzione nazionale di giovedì prossimo 8 luglio. Siamo stanchi -avverte il presidente della Cia- di uno stato di cose che mortifica il lavoro degli agricoltori che si confrontano con costi produttivi, contributivi e burocratici in forte ascesa, con prezzi sui campi in crollo verticale e con redditi sempre più falcidiati. Per questa ragione diciamo basta e chiediamo immediati e concreti interventi da inserire nella manovra finanziaria per garantire una boccata d’ossigeno alle imprese agricole”.
“In tale contesto -sostiene Politi- sono indispensabili la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per zone svantaggiate e di montagna, che scade il prossimo 31 luglio, in attesa di una riforma che permetta di contenere i costi contributivi per tutto il settore agricolo e il ripristino del ‘bonus gasolio’ per le serre cancellato con la legge finanziaria del 2010. Agevolazione che, comunque, deve essere estesa all’intero panorama aziendale”.
“Sono -conclude il presidente della Cia- misure fondamentali per evitare un collasso a tante imprese che, altrimenti, corrono il pericolo di chiudere i battenti. D’altra parte, le avvisaglie le abbiamo avute già lo scorso anno quando più di 50 mila aziende agricole sono state costrette a chiudere. Ovviamente, questo non è sufficiente per superare la drammatica crisi. C’è bisogno, anche in vista della Pac post 2013, di un nuovo progetto per l’agricoltura che deve nascere dalla Conferenza nazionale, oggi dimenticata, ma che deve essere al più presto ripresa e sviluppata per poterla svolgere in tempi ragionevolmente brevi”.
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl