Quote latte: i furbi non vanno premiati. Non si può calpestare una legge dello Stato. E' una vicenda che va chiusa una volta per tutte

Quote latte: i furbi non vanno premiati.

07/ago/2010 16.31.26 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Quote latte: i furbi non vanno premiati. Non si può calpestare
una legge dello Stato. E’ una vicenda che va chiusa una volta per tutte
                            
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce il pieno sostegno al ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Bene il “no” della Presidenza del Consiglio all’emendamento che prevede la sospensione del pagamento delle rate per le multe. E’ una storia che per troppi anni ha condizionato l’agricoltura italiana. Oltretutto ci è costata 1,7 miliardi di euro.
 
“L’emendamento sulla sospensione del pagamento delle rate relative alle multe per le quote latte è un atto contro la legalità, contro le regole sancite da una legge dello Stato. E per questo motivo ribadiamo tutta la nostra contrarietà. Siamo a fianco del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan che ha espresso il suo netto dissenso ad una manovra che definire assurda ed umiliante nei confronti di tantissimi allevatori che hanno rispettato le normative Ue e nazionali è veramente poco. E’ una storia che deve finire e presto. Questa vicenda ci è costata oltre 1,7 miliardi di euro ai quali abbiamo contribuito tutti, compresi agli agricoltori”. Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, nel corso della Direzione nazionale dell’organizzazione, è stato categorico: “alle furbate parlamentari non ci stiamo e faremo il possibile perché non si vadano a tutelare gli splafonatori, il cui operato ha causato finora soltanto danni. Non possiamo, quindi, che condividere la posizione del governo che in un documento della Presidenza del Consiglio ha dato parere contrario all'emendamento”.
“E’ vergognoso -ha aggiunto Politi- che si fa un emendamento per trovare i soldi per i furbi, mentre si ignorano completamente le esigenze dei tantissimi agricoltori onesti che stanno vivendo una fase di grande crisi. La partita quote latte ha da troppi anni condizionato l’agricoltura italiana. E’ ora di finirla una volta per tutte. La legge c’è. Facciamola rispettare”.
“La Cia -ha rimarcato il presidente- fin dal primo momento ha espresso la sua netta contrarietà all’istituzione delle quote latte. Ma quando queste sono diventate legge, ci siamo subito assunti le nostre responsabilità e l’onere di gestire anche il malcontento. Non è stato certo, tuttavia, lo abbiamo fatto perchè siamo dalla parte della legalità che non va calpestata , ma rispettata”.
 
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