Manovra: niente per l'agricoltura in grave crisi. Si premiano solo i furbi del latte. Il 22 luglio gli agricoltori della Cia in piazza

Il 22 luglio gli agricoltori della Cia in piazza Il presidente Giuseppe Politi critica il comportamento del governo che ancora una volta, con il voto di fiducia sul maxiemendamento, ignora i problemi drammatici del settore primario.

14/lug/2010 15.00.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: niente per l’agricoltura in grave crisi. Si premiano
solo i furbi del latte. Il 22 luglio gli agricoltori della Cia in piazza
 
Il presidente Giuseppe Politi critica il comportamento del governo che ancora una volta, con il voto di fiducia sul maxiemendamento, ignora i problemi drammatici del settore primario. Ci batteremo affinché alla Camera vengano decise la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese delle zone svantaggiate e di montagna e la reintroduzione del "bonus gasolio" per le serre. Provvedimenti che andrebbero estesi a tutte le altre aziende.
 
“La manovra finanziaria, trasformata in un maxiemendamento, sul quale il governo ha posto per domani il voto di fiducia, ancora una volta si disinteressa completamente dei gravissimi problemi dell’agricoltura italiana. Premia soltanto i furbi del latte. E’ una situazione insostenibile. Per questo, come deciso dalla nostra Direzione nazionale, il 22 luglio scenderemo in piazza a Roma per manifestare il forte malessere e disagio degli imprenditori agricoli che sono alle prese con una delle crisi più difficili degli ultimi 30 anni”. A parlare è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per uno scenario, quello agricolo, che rischia di diventare sempre più drammatico, con la conseguenza che molto aziende, oggi in affanno, rischiano di chiudere i battenti.
“Sarebbero bastate due misure, la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le imprese che operano nelle zone svantaggiante e di montagna e che assumono manodopera e la reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre, per dare una temporanea boccata d’ossigeno al settore. Purtroppo, anche in questa occasione -avverte Politi- le risposte che migliaia di agricoltori attendevano non sono venute. Si è pensato unicamente a favorire gli splafonatori delle quote latte, beffando così la stragrande maggioranza degli allevatori onesti. E’ un panorama deprimente e mortificante".
“Per questa ragione rinnoviamo la nostra mobilitazione. Siamo stanchi di essere presi in giro. In questi ultimi due anni si sono fatte tante belle promesse, ma di concreto non c’è stato nulla. E così l’agricoltura -sottolinea il presidente della Cia- ha visto crescere a dismisura i suoi problemi. I costi produttivi, contributivi e burocratici sono andati alle stelle, i prezzi praticati sui campi sono finiti a picco e inevitabilmente i redditi sono stati falcidiati (meno 21 per cento nel 2009)”.
“Per il 22 luglio prossimo -annuncia Politi- abbiamo promosso un grande sit-in a Roma in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati. Non è certo una scelta casuale. L’iniziativa si terrà in concomitanza della discussione della manovra finanziaria. Vogliamo esercitare tutta la nostra pressione affinché vengano introdotti gli interventi, fiscalizzazione e gasolio (provvedimenti che andrebbero estesi a tutte le altre aziende), indispensabili per tantissime aziende attualmente in forte affanno. Per l’occasione ci incontreremo con i parlamentari per sensibilizzarli nei confronti delle pressanti questioni che affliggono il settore. Una manifestazione, dunque, per cercare di salvare la nostra agricoltura, che al governo non sembra affatto a cuore. Le ultime vicende lo hanno dimostrato chiaramente”.
 
 
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