Manovra: così l'agricoltura chiude.

Subito misure concrete Giovedì prossimo 22, su iniziativa della Cia, centinaia di imprenditori agricoli daranno vita ad un grande sit- in che si terrà a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati.

20/lug/2010 14.02.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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20 luglio 2010
 
Manovra: così l’agricoltura chiude. Costi alle stelle, prezzi crollati, redditi falcidiati. I produttori scendono in piazza. Subito misure concrete
 
Giovedì prossimo 22, su iniziativa della Cia, centinaia di imprenditori agricoli daranno vita ad un grande sit- in che si terrà a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati. Nella manovra finanziaria inserire la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali e reintrodurre il "bonus gasolio". Il presidente Giuseppe Politi: la nostra sarà una frema mobilitazione.
 
Ormai per le imprese agricole è “allarme rosso”. La situazione è drammatica. I costi produttivi, contributivi e burocratici sono alle stelle, i prezzi praticati sui campi sono da tempo in crollo verticale, i redditi sono sempre più falcidiati. Migliaia di produttori rischiano di chiudere le proprie aziende. C’è l’impellente necessità di interventi urgenti e concreti in grado di garantire una “boccata d’ossigeno” ai tanti agricoltori che oggi operano in grave affanno. Ed è per questa ragione che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha deciso, nel corso dell’ultima Direzione nazionale, lo stato di mobilitazione che avrà il suo primo importante appuntamento giovedì prossimo 22 luglio a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, dove centinaia di imprenditori agricoli daranno vita ad un grande sit-in di protesta per reclamare una maggiore attenzione verso i loro problemi dal governo e dal mondo politico.
Non si tratta -afferma la Cia- di una scelta causale. La manifestazione si terrà, infatti, in  concomitanza della discussione alla Camera della manovra finanziaria, appena approvata dal Senato.
In particolare, la Cia chiede: la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le imprese che operano nelle zone svantaggiate e di montagna e che utilizzano manodopera (proroga che, tuttavia, deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole); la reintroduzione del “bonus gasolio” per le serre e che deve essere esteso a tutta l’imprenditoria agricola; il rispetto delle legalità e la salvaguardia degli allevatori che sono stati alle regole nel contesto delle quote latte.
“Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. E’ assurdo che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece, bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni le misure del governo non danno alcuna risposta. Ecco perché -conclude Politi- torniamo a mobilitarci. Vogliamo un’immediata svolta”.
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