Crisi agricola: Politi, "pronti a mettere da parte sigle e bandiere per un'iniziativa unitaria"

Crisi agricola: Politi, "pronti a mettere da parte sigle e bandiere per un'iniziativa unitaria" Crisi agricola: Politi, "pronti a mettere da parte sigle e bandiere per un'iniziativa unitaria" Il presidente della Cia lancia un appello a tutte le rappresentanze del settore per rafforzare la voce dell'agricoltura e superare questo difficile momento.

22/lug/2010 12.38.16 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi agricola: Politi, “pronti a mettere da parte
sigle e bandiere per un’iniziativa unitaria”
 
Il presidente della Cia lancia un appello a tutte le rappresentanze del settore per rafforzare la voce dell’agricoltura e superare questo difficile momento.
 
“A settembre siamo pronti a scendere in piazza in modo unitario, mettendo da parte sigle e bandiere, per fare sì che il mondo agricolo nel suo complesso faccia sentire la sua voce di protesta in maniera forte ed univoca”. E’ questa la proposta che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha lanciato alle altre organizzazioni professionali agricole del nostro Paese. Occasione è stato il sit-in svoltosi oggi a Roma, in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati.
“Andare avanti isolati e frammentati non giova a nessuno. Per questo motivo mi appello a tutta la rappresentanza agricola italiana affinché -afferma Politi- davanti alla drammatica crisi che sta vivendo l’agricoltura italiana. Si sviluppi un impegno unitario. Solo così si possono superare in maniera adeguata i complessi problemi e le grandi sfide che il settore primario è costretto ad affrontare. Occorre, quindi, adoperarsi per aggregare il più possibile una rappresentanza sempre più divisa e, dunque, sempre più debole. Un’unità che, però, non significa rinuncia delle rispettive identità e autonomie”.
“E fin da adesso ribadisco che la nostra Confederazione è disposta a rinunciare alle manifestazioni che ha programmato a partire dalla ripresa dopo la pausa, purché ci sia un discorso serio e responsabile da parte delle altre organizzazioni per portare avanti iniziative unitarie che diano il senso vero di una protesta che coinvolga l’intero settore primario, gli agricoltori che, d’altronde, si sono più volte dichiarati favorevoli ad azioni comuni”.
 
 
 
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