Manovra: torneremo in piazza a settembre e, se possibile, in modo unitario. Per l'agricoltura ci deve essere una reale svolta

Per l'agricoltura ci deve essere una reale svolta Il presidente della Cia Giuseppe Politi partecipa in Sardegna ad una grande iniziativa di protesta contro la grave crisi delle imprese agricole dell'Isola.

23/lug/2010 12.11.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: torneremo in piazza a settembre e, se possibile,
in modo unitario. Per l’agricoltura ci deve essere una reale svolta
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi partecipa in Sardegna ad una grande iniziativa di protesta contro la grave crisi delle imprese agricole dell’Isola. “Non getteremo certo la spugna, ma continueremo nella nostra mobilitazione con azioni in tutto il Paese”. “Rilanciamo l’appello alle altre organizzazioni per manifestare insieme e rendere più forte la ‘voce’ del mondo agricolo”.
 
“Non gettiamo certo la spugna. Anche se la manovra finanziaria passerà senza modifiche e, quindi, senza gli interventi richiesti per la nostra agricoltura (fiscalizzazione degli oneri sociali e ‘bonus gasolio’), continueremo la nostra battaglia: A settembre la mobilitazione sarà ancora più incisiva e per questo ribadiamo il nostro appello alle altre organizzazioni agricole per manifestare insieme, abbandonando sigle e bandiere e dare vita ad un’azione comune dell’intero mondo agricolo. La frammentazione non paga. Bisogna rafforza la ‘voce’ di protesta degli agricoltori”. Lo ha sottolineato il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che oggi ha partecipato ad una grande manifestazione promossa a Cagliari dalla Cia Sardegna contro i gravissimi problemi che attanagliano le aziende dell’Isola, sempre più in affanno sotto i colpi dell’aumento dei costi e del crollo dei prezzi.
All’indomani del sit-in a Roma in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, dove si sta esaminando la manovra finanziaria, il presidente Politi è ritornato sui motivi che hanno spinto la Cia alla mobilitazione. “Un chiaro esempio lo abbiamo constatato oggi in Sardegna, dove le imprese -come ha rilevato lo stesso presidente regionale Martino Scanu- sono ormai alla disperazione, a rischio tracollo. Una situazione che, purtroppo, registriamo in tutto il Paese. Per questa ragione non cederemo di un millimetro. La nostra protesta sarà massiccia e determinata. Il governo non può continuare a non rispondere alle richieste legittime di migliaia di imprenditori agricoli che sono vicini alla chiusura delle loro aziende. Vogliamo che vengano adottati immediati e concreti interventi a sostegno dei produttori, il cui reddito lo scorso anno si è ridotto di circa il 21 per cento e del 30 per cento nell’ultimo biennio”.
“Non è possibile che si trovino i soldi per gli splafonatori del latte, per quei furbetti delle quote latte che non hanno avuto alcun rispetto della legge, e non si stanzino, invece, risorse per le tantissime imprese agricole che -ha rimarcato il presidente della Cia- da tempo sono in grave difficoltà e, nonostante ciò, continuano ad operare nella legalità. Un atteggiamento assurdo che calpesta la dignità di centinaia di migliaia di agricoltori che fanno sacrifici e vedono la loro situazione precipitare. Bisogna cambiare e presto. Ci vuole una reale svolta nella politica agricola nazionale”.
“Per tale motivo -ha sostenuto il presidente della Cia- rinnovo l’invito a tutta la rappresentanza agricola del nostro Paese ad abbandonare gli arroccamenti, le divisioni, le frammentazioni, le dannose polemiche, per intraprendere, almeno davanti a questa situazione di vera emergenza, una via unitaria della protesta. A settembre, dopo la pausa estiva, torniamo tutti insieme in piazza, senza rinunciare alle rispettive identità ed autonomie. E’ un’esigenza che, d’altronde, gli stessi agricoltori condividono e non da adesso”.
 
 
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