Inflazione: il crollo dei prezzi sui campi riduce i listini sugli scaffali, ma per i consumi alimentari è ancora aria di crisi

30/lug/2010 11.53.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: il crollo dei prezzi sui campi riduce i listini
sugli scaffali, ma per i consumi alimentari è ancora aria di crisi
 
La Cia commenta i dati provvisori Istat di luglio ed evidenzia che la caduta delle quotazioni all’origine (meno 15 per cento negli ultimi due anni) ha contribuito alla frenata della “corsa” al dettaglio, dove l’agroalimentare ha registrato un calo dello 0,1 per cento rispetto all’anno scorso. Un contributo che, tuttavia, gli agricoltori hanno pagato in modo pesante, vista la grave situazione reddituale.
 
Prezzi sui campi in crollo (meno 15 per cento negli ultimi due anni), listini sugli scaffali in frenata (meno 0,1 per cento in un anno), ma per i consumi alimentari la ripresa resta ancora molto lontana: a maggio si è avuta, infatti, una contrazione del 2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di luglio.
Ancora una volta -segnala la Cia- l’agricoltura ha dato un deciso apporto al rallentamento del trend inflazionistico. Sta di fatto che proprio il settore dell’agroalimentare è stato, insieme a quello delle comunicazioni (meno 1,3 per cento), a segnare una diminuzione. Un contributo che, tuttavia, gli agricoltori hanno pagato in maniera salata: il mix micidiale tra crollo dei prezzi all’origine e il vertiginoso aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici, che, oltretutto, dal primo agosto prossimo subiranno un'ulteriore impennata per la fine della proroga (il 31 luglio) della fiscalizzazione degli oneri sociali, ha provocato, infatti, nello scorso anno un “taglio” di circa il 21 per cento dei redditi.
Il rallentamento al dettaglio dei prezzi dei prodotti agroalimentari -sottolinea la Cia- ha così permesso di alleggerire la spesa alimentare (meno 3,9 per cento nel primo trimestre 2010), grazie soprattutto alla riduzione delle quotazioni di prodotti come la frutta, gli ortaggi, il latte, i formaggi, il vino e alcuni tipi di carne (avicole in particolare). Nonostante ciò, circa il 60 per cento delle famiglie, negli ultimi dodici mesi, ha dovuto cambiare il menù, indirizzando le proprie scelte verso alimenti meno cari, grazie alle promozioni esercitate dalla distribuzione. E di conseguenza si è modificata anche la composizione del carrello.
Gli italiani -ricorda la Cia- cercano, quindi, di acquistare con maggiore consapevolezza e guardano con attenzione al prezzo. Obiettivo è quello di spendere al meglio le risorse (sempre più ridotte) disponibili. Da qui il crescente interesse a saldi, sconti, offerte speciali.
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl