Grano: il prodotto italiano c'è ed è sottopagato

08/giu/2010 14.03.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Grano: il prodotto italiano c’è ed è sottopagato
 
Commento della Cia sulla questione grano: situazione non preoccupante per il nostro Paese. Grano sottopagato ai produttori italiani.  Eventuali speculazioni sono scollegate al sistema produttivo italiano.
 
          Il blocco delle esportazioni annunciato dalla Russia sta alimentando nervosismo sui mercati mondiali del frumento con l’industria che paventa nuovi prezzi alle stelle. In Italia abbiamo ancora scorte del 2009 e le importazioni di prodotto avvengono principalmente da Messico e Turchia. Tra l’altro, i produttori di grano italiani vendono, ad oggi, grano di buona qualità 10 euro sotto il costo di produzione. E per il 2010 il raccolto è buono. Ad evidenziarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle vicende connesse al prezzo del grano quindi alla siccità, caldo e incendi che sta imperversando l’Europa orientale.
          Sul mercato nazionale -sottolinea la Cia- il grano duro seppur con lievi aumenti di prezzo viene venduto di gran lunga sotto i prezzi di produzione siamo ad oggi per i grani di buona qualità intorno ai 18 euro al quintale con prezzi di produzione intorno ai 28 euro.
          Nel nostro Paese -evidenzia la Cia- mentre il ricorso continuo alle importazioni (anche sotto trebbia) non stanno certo facendo aumentare significativamente il prezzo per i nostri i produttori.
          Secondo i dati del Ministero provenienti dai bollettini AGRIT vi è stata una superficie seminata a grano duro pari a 1.230.250 Ettari, una superficie più o meno uguale a quella del 2009 che secondo i dati Agrit era di 1.246.000 Ettari. La produzione sempre secondo i dati Agrit sarebbe nel 2010 di 41.590.646 quintali a fronte di una produzione del 2009 di 39.935.112 quintali.
Le rese sono di 33,8 q per ettaro nel 2010 e di 32 q per ettaro nel 2009 con rese molto elevate nel nord Ovest e nel Sud.
          Viceversa, secondo le nostre stime -chiarisce la Cia- nel 2009 abbiamo calcolato 1.180.000 ettari seminati, con una produzione intorno ai 32 milioni di quintali, quindi di gran lunga inferiore ai dati comunicati dal Ministero, le rese nel 2009 sono state basse soprattutto perché i prezzi degli imput chimici sono rimasti alti mentre i prezzi di mercato del grano sono rimasti molto ma molto bassi. Nel 2009 anno solare c’ stato aumento delle importazioni sul 2008 del 28 per cento grazie alla convenienza del cambio dollaro/euro.
          Nel 2010 le semine -secondo la Cia- segnalavano un calo delle richiesta del seme certificato del 22 per cento, considerato che fino a dicembre il seme certificato era obbligatorio per l’art 68 il dato è da considerare veritiero.
          Sulle produzioni nel 2010 -conclude la Cia- le rese sono molto buone soprattutto nel nord est e a sud quindi realisticamente pensiamo che quest’anno la produzione possa aver raggiunto realisticamente  non meno di 36 milioni di quintali.
 
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