Pomodoro da industria: Cia, le difficoltà di questa campagna vanno affrontate con maggiore tempestività

25/ago/2010 13.23.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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25 agosto 2010
 
Pomodoro da industria: Cia, le difficoltà di questa campagna vanno affrontate con maggiore tempestività
 
Secondo la Cia il mancato rispetto degli impegni contrattuali degli industriali rende critiche le condizioni dei produttori
 
          I gravi problemi che stanno affrontando i produttori di pomodoro in seguito al parziale o mancato ritiro del prodotto da parte delle industrie sono sempre più allarmanti e occorre la massima tempestività d’intervento. Tanto più che si sta registrando una stagnazione dei mercati, compresi quelli dei derivati, ed  a un progressivo crollo dei prezzi alla produzione, scesi ormai a 45/50 euro/tonnellata per la polpa e a 60 euro/tonnellata per il pelato. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai gravi problemi che stanno caratterizzando l’attuale campagna del pomodoro da industria in Italia.
          Il mancato rispetto degli impegni contrattuali riguarda  quasi esclusivamente le aziende trasformatrici del centro-sud Italia, ma penalizza fortemente anche i produttori toscani che  conferiscono quasi il 60% del prodotto alle aziende campane.
          Le industrie meridionali  stanno lavorando a ritmi ridotti e si permettono di  eccepire sulla qualità del prodotto per abbassare  ulteriormente i prezzi o non ritirare integralmente il pomodoro che resta nei campi diventando stra-maturo. Al contrario -sostiene la Cia-  in questa campagna il prodotto è ottimo e deve essere assolutamente trasformato.
La Cia chiede alle istituzioni competenti il massimo impegno affinché le industrie rispettino i contratti sottoscritti e, inoltre, continuino a tenere aperti i ritiri di prodotto almeno fino al 20/22 di settembre allungando i tempi dell’attività di trasformazione. 
          E’ fondamentale -conclude la Cia- inoltre, che in questa situazione di emergenza, vengano adottate misure straordinarie a sostegno dei redditi dei produttori e, in primis, non vengano applicate le penalizzazioni previste dal decreto ministeriale, qualora il produttore non riesca a raggiungere la resa minima regionale, dato che la mancata consegna del prodotto non dipende dalla volontà di quest’ultimo.
 
 
 
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