Ovicaprino: un settore nel dramma. Costi alle stelle e prezzi del latte in crollo. Subito lo stato di crisi, interventi incisivi e un Tavolo di confronto

09/giu/2010 15.27.34 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ovicaprino: un settore nel dramma. Costi alle stelle e prezzi del latte in crollo. Subito lo stato di crisi, interventi incisivi e un Tavolo di confronto
 
La Cia ha elaborato un articolato documento per rispondere in maniera efficace alla drammaticità del momento che stanno vivendo i produttori. Tra le misure da adottare, è stato sollecitato il varo di un apposito Piano di settore. Ridurre i gravosi oneri che pesano sulle imprese. Fiscalizzazione, “bonus gasolio”, blocco del pagamento dei mutui. Ridare liquidità alle aziende agricole
 
Dichiarazione dello stato di crisi; varo di un apposito Piano di settore; costituzione di un Tavolo nazionale permanente presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali; blocco del pagamento dei mutui, oneri sociali e previdenziali per un periodo sufficiente alla ripresa delle attività produttive; provvedimenti comunitari e nazionali finalizzati a governare la volatilità dei prezzi e il mercato; azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti. Sono queste alcune delle misure indispensabili per fronteggiare la gravissima crisi che ha colpito il comparto ovicaprino e che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha inserito in un documento varato oggi al termine di una riunione alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle regioni più interessate (Sardegna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Umbria e Sicilia) e che è stato presentato nell’incontro al ministero.
Nel documento Cia si sottolinea che la drammaticità della situazione deve essere affrontata con la dovuta incisività e concretezza. C’è l’esigenza di operare con la massima tempestività per evitare il tracollo. Così viene chiesta un’azione congiunta di Governo nazionale e Regioni per ottenere, in tempi rapidi, il riconoscimento e l’approvazione da parte dell’Unione europea dello stato di crisi del settore. Un passaggio fondamentale e d’emergenza al quale devono seguire altre misure per dare sostegni alle imprese: rimodulazione delle misure previste dall’articolo 68 per mettere a disposizione maggiori risorse per il settore; una nuova modulazione dei Psr delle Regioni interessate per definire politiche di incentivo di sviluppo alle aziende agricole e per la reale creazione di interventi di filiera con ritorno certo di reddito alla parte allevatoriale; verifica di nuovi sostegni al reddito per le aziende agricole, anche attraverso l’uso del “de minimis”.
Per la Cia sono indispensabili misure atte al riequilibrio del mercato del Pecorino finalizzate alla ripresa del mercato attraverso il ritiro delle eccedenze, alle quali è garantito l’accesso ai soli soggetti che assicurano ricadute certe e quantificate sul prezzo del latte con la stipula di un contratto fra le parti. Occorre, inoltre, stimolare l’organizzazione del prodotto primario con incentivi alla costituzione di strumenti di aggregazione dei produttori e sviluppare misure idonee a favorire la costruzione dell’interprofessione e la stipula di accordi per migliorare il reddito dell’allevatore, anche condizionando il trasferimento delle risorse pubbliche destinate ai diversi soggetti.
E’ necessario anche -si rileva nel documento Cia- promuovere ricerca e innovazione per andare oltre il Pecorino Romano, affinché il latte da destinare alla sua produzione non sia superiore al 50 per cento del latte totale prodotto con l’individuazione di strategie volte alla differenziazione della produzione casearia e la valorizzazione di prodotti innovativi. Allo stesso tempo, oltre all’istituzione dell’etichetta di origine obbligatoria per tutti i prodotti derivati dal latte ovino e per le carni, vanno individuati strumenti e stabiliti criteri per la formazione trasparente del prezzo di produzione del formaggio, che sappia remunerare equamente gli attori della filiera (costituzione di un Osservatorio dei prezzi e dei costi di produzione del latte, creazione di un paniere di riferimento nazionale per la definizione del prezzo del latte).
Per quanto concerne gli strumenti per ridurre i costi di produzione e di gestione dell’impresa agricola, la Cia propone il ripristino e l’estensione a tutto il territorio delle regioni interessate della fiscalizzazione degli oneri sociali; la reintroduzione del “bonus gasolio”; un intervento finalizzato all’abbattimento dei costi di adeguamento alle norme sull’anagrafe ovicaprina; una maggiore semplificazione amministrativa e burocratica per la costruzione d’impianti di auto-produzione di energia; riconoscimento ed applicazione della continuità territoriale delle regioni interessate; applicazione di norme atte a favorire la disponibilità delle risorse idriche a prezzi equi.
Infine, la Cia sollecita Interventi per ridare liquidità alle aziende agricole. Tra questi, l’anticipo dei pagamenti Pac, l’erogazione puntuale degli incentivi dovuti alle aziende agricole derivanti dagli impegni assunti verso le misure dei Psr e la reintroduzione del prestito di conduzione a tasso agevolato.
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