Pac post 2013: l'Italia non ha una strategia . Rischiamo di arrivare all'appuntamento totalmente impreparati. Subito una posizione chiara

13/set/2010 13.26.15 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Pac post 2013: l’Italia non ha una strategia. Rischiamo di arrivare all’appuntamento totalmente impreparati. Subito una posizione chiara
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Copa, all’indomani della Festa dell’Agricoltura di Matera, ribadisce: fra due mesi la Commissione Ue farà le sue proposte, ma nel nostro Paese continua ad esserci assenza su un problema nevralgico per il futuro del mondo agricolo. Durante la Conferenza economica di Lecce (7 e 8 ottobre) sarà presentato un documento sottoscritto con Confagricoltura e Copagri. La riforma dovrà garantire risorse ai veri agricoltori. Basta con le rendite parassitarie. La nuova politica europea dovrà puntare su redditi, sviluppo e mercato.
 
“A due mesi dall’ufficializzazione delle proposte per la riforma Pac post 2013 da parte del commissario all’Agricoltura Ue Dacian Ciolos, ma ancora non conosciamo quale è la posizione del nostro governo su un argomento di grandissima importanza per il futuro degli imprenditori agricoli italiani. Constatiamo, purtroppo, una totale assenza di politiche verso questo problema nevralgico. Non lo diciamo solo oggi. E’ diverso tempo che sottolineiamo l’esigenza di una strategia vera nei confronti delle tematiche agricole europee. Risposte, tuttavia, non sono ancora venute”. A sottolinearlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che, all’indomani della conclusione della Festa nazionale dell’Agricoltura di Matera, sollecita l’esecutivo ad attivarsi al più presto per arrivare preparati ai prossimi appuntamenti comunitari. “Altrimenti, rischiamo di subire decisioni penalizzanti per gli agricoltori italiani”.
“Comunque, come rappresentanti dei produttori, ci stiamo muovendo con la massima sollecitudine e concretezza. Abbiamo posto il problema ai vertici delle organizzazioni agricole europee (Copa e Cogeca) e attorno ad esso ci saranno specifici confronti prima dell’annuncio delle proposte Ue. Non solo. Nel corso della prossima Conferenza economica della Cia (7 e 8 ottobre) -ha sostenuto Politi, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Copa- presenteremo un documento sottoscritto insieme a Confagricoltura e Copagri”.
“Una cosa deve essere, però, certa: la nuova politica agricola Ue -ha aggiunto il presidente della Cia- deve concentrare la massima attenzione sul reddito degli agricoltori e, quindi, la riforma post-2013 deve destinare più risorse per il settore e sostegni a chi vive realmente di agricoltura, gli agricoltori professionali”.
“Crediamo, tuttavia, che occorre portare avanti da subito azioni concrete per dare risposte agli agricoltori prima del post-2013. C’è bisogno, infatti, di soluzioni immediate per evitare che i produttori -ha affermato Politi- si trovino alle prese con situazioni estremamente difficili come quelle che si sono riscontrate negli ultimi tre anni. Soluzioni mirate che consentano di garantire i redditi e di operare con propulsione sui mercati per fare in modo che i prezzi non subiscano pesanti cadute che avrebbero disastrose conseguenze sulla gestione delle imprese”.
“La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico -ha rilevato il presidente della Cia- dovrà essere destinato agli agricoltori professionali ed alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie”.
“La leva della futura Pac -ha rimarcato Politi- deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. La Pac del futuro, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”.
“La Pac -ha concluso il presidente della Cia- dovrà assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”.
 
 
 
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl