Agricoltori pronti a tornare in piazza. Migliaia di imprese in grave crisi rischiano di scomparire. E dal governo sempre silenzio assordante

A rinnovare il grido d'allarme è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che, intervenuto ad un convegno della Cia Puglia a Bari nell'ambito della Fiera del Levante, ha sottolineato l'urgenza di misure di reale sostegno alle aziende ed ha invitato l'esecutivo a rivolgere vera attenzione al settore primario che negli ultimi tempi è caduto, purtroppo, nel dimenticatoio.

15/set/2010 13.16.47 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltori pronti a tornare in piazza. Migliaia di imprese in grave crisi rischiano di scomparire. E dal governo sempre silenzio assordante
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi annuncia la ripresa della mobilitazione. I produttori agricoli, oggi in grande affanno, hanno bisogno di immediate e concrete risposte. I pesanti costi e la caduta dei prezzi all’origine possono determinare uno scenario sempre più drammatico. Occorrono misure incisive e soprattutto la Conferenza nazionale va svolta in tempi brevi per poter delineare un nuovo progetto condiviso per rilanciare sviluppo e competitività.
 
         
“Siamo pronti a tornare in piazza. La nostra mobilitazione ripartirà nelle prossime settimane. Vogliamo subito risposte concrete. Dal governo continuiamo a registrare un silenzio assordante. E intanto le imprese vivono una drammatica crisi. I prezzi sui campi si mantengono su livelli non certo remunerativi, i costi, soprattutto dopo la fine della fiscalizzazione degli oneri sociali e l’abolizione del ‘bonus’ gasolio per le serre, registrano un’ulteriore impennata. Senza interventi incisivi si rischia il tracollo”. A rinnovare il grido d’allarme è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che, intervenuto ad un convegno della Cia Puglia a Bari nell’ambito della Fiera del Levante, ha sottolineato l’urgenza di misure di reale sostegno alle aziende ed ha invitato l’esecutivo a rivolgere vera attenzione al settore primario che negli ultimi tempi è caduto, purtroppo, nel dimenticatoio.
          “Sono mesi -ha aggiunto Politi- che chiediamo un cambiamento di rotta nei confronti del mondo agricolo. Ma l’atteggiamento del governo è sempre lo stesso: sordo a qualsiasi richiesta. I fatti lo confermano. Nel 2010 al settore sono state sottratte risorse per oltre un miliardo di euro. In tutti i provvedimenti varati dallo scorso gennaio ad oggi (dal “milleproroghe” alla manovra anti-crisi) non si trova traccia della parola agricoltura, se non nel vergognoso decreto sulle quote latte. E’ una situazione insostenibile. Abbiamo assistito soltanto a promesse che puntualmente non sono state mantenute. E così migliaia di aziende, in grave difficoltà, rischiano di andare fuori mercato”.
          “Per questa ragione -ha rimarcato il presidente della Cia- riprenderemo la battaglia. A breve partirà la nostra ‘campagna d’autunno’. Andremo avanti con la massima decisione in difesa dei redditi dei produttori agricoli italiani, che continuano a diminuire in maniera drammatica, e per far sì che il governo finalmente predisponga, come del resto ha già fatto con altri settori produttivi, misure efficaci a sostegno delle aziende che non possono continuare ad operare tra difficoltà e grandi incertezze”.
          “Cogliamo l’occasione -ha affermato Politi- per rinnovare la nostra richiesta di effettuare a breve la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Un appuntamento che è imposto dai complessi problemi che attanagliano il settore. C’è bisogno di un momento di confronto, anche in vista delle nevralgiche scadenze europee e internazionali, a cominciare dalla riforma Pac post 2013, per delineare, con il concorso di tutte le parti interessate (dalle istituzioni nazionali a quelle regionali e locali, dalla rappresentanza agricola a quella agro-industriale), una nuova politica agraria che fondi le sue radici su un progetto serio e coraggioso, capace di rilanciare sviluppo e competitività”.
 
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