Agricoltura: la Pac post 2013 dovrà dare risposte certe ai veri agricoltori e non alimentare rendite parassitarie . Subito una posizione dell'Italia

21/set/2010 15.34.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: la Pac post 2013 dovrà dare risposte certe ai veri agricoltori e non alimentare rendite parassitarie. Subito una posizione dell’Italia
 
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, in occasione del Consiglio agricolo informale Ue a La Hulpe, nel sud del Belgio, sottolinea l’esigenza di una riforma forte e ambiziosa che permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito ai produttori e di garantire le aziende agricole. Nel nostro Paese c’è l’esigenza di un ampio confronto per delineare una precisa e condivisa strategia.
 
 
”La Pac post 2013 dovrà dare risposte certe, interventi concreti e misure propulsive ai veri agricoltori. Basta con le rendite parassitarie che rappresentano solo un danno per il settore primario. Con la riforma si dovrà, quindi, concentrare la massima attenzione sul reddito dei produttori e destinare più risorse per il comparto e sostegni a chi vive realmente di agricoltura. Auspichiamo, per questo, una posizione chiare ed unica dell’Italia per affrontare al meglio il negoziato che si è aperto in seno all’Ue”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito al Consiglio agricolo informale Ue che si sta svolgendo a La Hulpe, nel sud del Belgio.
“Finora da parte del nostro Paese manca -ha avverto Politi- una strategia lineare frutto di un’ampia consultazione fra tutti i soggetti interessati (dalle organizzazioni di rappresentanza alla Regioni, al sistema agroalimentare nel suo complesso). E questo è un problema che bisognerà risolvere al più presto per evitare che ci vengano imposte decisioni penalizzanti per le imprese. Un discorso che assume ancora più valore dopo l’intesa raggiunta tra la Francia e la Germania”.
La leva della futura Pac -ha rimarcato il presidente della Cia- deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. La Pac del futuro, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”.
“La Pac -ha rilevato il presidente della Cia- dovrà assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”.Insomma, bisogna lavorare per una Pac post 2013 più forte e ambiziosa che permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito degli agricoltori e di garantire le aziende agricole, evitando le rinazionalizzazioni”.
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