Ambiente: il decreto sullo smaltimento dei rifiuti penalizza le imprese agricole. Troppi e onerosi gli adempimenti

22/set/2010 15.48.47 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ambiente: il decreto sullo smaltimento dei rifiuti penalizza
le imprese agricole. Troppi e onerosi gli adempimenti
 
Audizione della Cia alla Commissione Ambiente della Camera. Evidenziati i punti critici della nuova normativa in discussione. Manca un chiarimento sull’esonero dei piccoli produttori agricoli dall’obbligo di iscrizione al Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che prossimamente diverrà operativo.
 
Lo schema di decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva comunitaria sui rifiuti, in discussione alla Camera, è, nell’attuale formulazione, fortemente penalizzante per le imprese agricole soprattutto per gli onerosi adempimenti richiesti per lo smaltimento. E’ quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nel corso dell’audizione che si è tenuta presso la Commissione Ambiente di Montecitorio.
Tre, secondo la Cia, i punti critici: il mancato chiarimento dell’esonero dei piccoli produttori agricoli dall’obbligo di iscrizione al Sistri, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che prossimamente diverrà operativo; la mancata semplificazione nella tenuta dei registri di carico e scarico; l’obbligo generalizzato, per tutti i produttori che trasportano i propri rifiuti per conferirli all’impianto di smaltimento, di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali.
Nel corso dell’audizione la Cia ha rilevato che l’esonero per i piccoli produttori agricoli è già presente nel decreto istitutivo del Sistri, ma è formulato in maniera talmente imprecisa da ingenerare inevitabilmente problemi in fase di applicazione. Quanto all’obbligo di iscrizione all’Albo, il ministero dell’Ambiente ha semplicemente disatteso le prescrizioni comunitarie, le quali prevedono l’iscrizione solo per i produttori che fanno trasporto in maniera professionale; formulazione chiarita ulteriormente dalla Corte di Giustizia Ue con una apposita sentenza, che, evidentemente, il dicastero rifiuta di conoscere.
In merito ai sottoprodotti, invece, lo schema di decreto legislativo in discussione riprende integralmente le formulazioni della direttiva comunitaria. La Cia auspica, a tale proposito, che questa nuova formulazione della normativa chiarisca definitivamente la collocazione delle biomasse che residuano dai cicli produttivi agricoli, zootecnici e forestali, nell’area dei non rifiuti, e, quindi, dei sottoprodotti, e vengano del tutto riassorbite le problematiche che in questi anni hanno impedito un pieno utilizzo di tali biomasse a fini agronomici o di produzione di energia.
 
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