IO HO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI

IO HO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI IO HO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI La vecchia fornace Corvaia di Golfarolo, in Oricola, provincia di l'Aquila, non sforna più, da lungo tempo, cotti e laterizi; più di vent'anni fa infatti, questo stabilimento fu chiuso, abbandonato e da officina di mattoni divenne, a causa della disgregazione delle sue strutture, una "fabbrica" di amianto.

22/set/2010 16.16.55 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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IO HO FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI

 

La vecchia fornace Corvaia di Golfarolo, in Oricola, provincia di l'Aquila, non sforna più, da lungo tempo, cotti e laterizi; più di vent’anni fa infatti, questo stabilimento fu chiuso, abbandonato e da officina di mattoni divenne, a causa della disgregazione delle sue strutture, una “fabbrica” di amianto.

La prima volta che vidi il minaccioso e fatiscente capannone, era il 2004, non sapevo che fosse un’ex fornace e non sapevo nemmeno che “producesse” amianto. Ciò nonostante, la vista di quel relitto suscitò subito in me una naturale repulsione per il solo fatto che esso deturpava il paesaggio.

 


Alla mia richiesta di cosa fosse quella bruttura qualche residente del villaggio adiacente (La Dacia) mi rispose “sta lì da parecchi anni …è una struttura dismessa che dovrebbe essere demolita …pare vi sia un contenzioso, però c’è un’ordinanza comunale …”

Allora, mi dissi, prima o poi la toglieranno, se poi c’è di mezzo il Comune …

io ho fiducia nelle Istituzioni.

Solo più tardi seppi dell’amianto e delle varie proteste dei residenti che da tempo ne chiedevano la rimozione.

Un inciso tecnico: trattasi, secondo l’Agenzia per l’ambiente, di amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole, polveri e microfibre amiantifere liberate dalle aggressioni atmosferiche e poste in aerodispersione:  estremamente pericolose, anche a distanze “notevoli”, per la salute umana, e cancerogene se inalate; in termini quantitativi, l’estensione in superfice delle sole coperture di eternit è stimata superiore a 10000 mq.

La cosa cominciò ad inquietarmi ma sentivo anche dire “stavolta ci siamo …pare che il capannone sia stato messo in vendita …qualcuno si farà carico dello smantellamento di quel fabbricato diroccato e di quel tetto che sta per crollare …”

La preoccupazione si trasformò poi in allarme dal momento in cui appresi che, sempre più frequentemente, si registravano casi di tumore tra gli abitanti della zona. Certo, nulla correlava i casi di malattia alle vie respiratorie con la presenza di amianto ma …i casi erano percentualmente rilevanti ed erano state presentate denunce ed esposti in merito. Provai allora a chiedere spiegazioni all’ufficio ASL di Carsoli, al Comune di Oricola, a semplici cittadini e così venni in possesso della copia cartacea dell’ordinanza del Sindaco la quale mi dette modo di approfondire l’argomento.

Nell’ordinanza (l’ultima, in ordine di tempo; pare infatti che ne fosse stata emessa almeno un’altra in passato) si evidenziavano rischi e pericoli certificati da ARTA (Agenzia per l’ambiente dell’Abruzzo), si individuavano precise responsabilità, si ordinavano interventi di bonifica e misure di sicurezza …Insomma, debbo dire, un documento ben fatto ed articolato con citazioni di decreti legge, normative in materia di sostanze nocive, tempi limite di attuazione e via dicendo.

Da questo documento si evinceva inoltre che lo stato di inquinamento del sito ex fornace Corvaia era grave ed allarmante.

E, ancor di più, si capiva che il capannone con coperture del tetto in amianto altro non era che una fornace dismessa, cioè un’officina a suo tempo permeata da calore e fuoco …e ciò faceva arguire che in un posto del genere l’amianto, per le sue caratteristiche intrinseche, potesse essere stato usato anche, se non principalmente, per preservare dalle alte temperature le strutture, le pareti, i rivestimenti, le aree di cottura ed asciugatura dei manufatti, ecc.

Però, mi dicevo, il documento che ho sottomano è un atto pubblico ed il Comune dovrà, in un modo o nell’altro, farlo rispettare, magari con l’intervento della forza pubblica o, alle brutte, sostituendosi alla parte inadempiente per poi rivalersi successivamente sulla stessa, il tutto perché il Sindaco in quanto Ufficiale del Governo ha il dovere di tutelare la salute pubblica dei cittadini. Mi dissi ancora

io ho fiducia nelle Istituzioni.

Ai trenta giorni stabiliti dall’ordinanza sindacale, come tempo limite d’intervento, si aggiunsero altri mesi di vana attesa. Nulla accadeva.

Mi decisi così a segnalare la vicenda e ad inoltrare ufficiali richieste d’intervento alle amministrazioni competenti (Comune, Provincia, Regione, ecc.) ed alle autorità di polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), non tralasciando di informare né le associazioni ambientaliste nè gli organi di stampa. Insomma mi rivolsi agli “enti preposti” perchè

io ho fiducia nelle Istituzioni.

Tra i primi e più autorevoli sostegni debbo citare quelli di

Protezione Civile di Roma

Prefettura di l’Aquila

Amministrazione Provinciale dell’Aquila

Regione Abruzzo

e, soprattutto, gli interventi di

NOE dei Carabinieri di Pescara

Guardia di Finanza di Avezzano

Procura Generale c/o il Tribunale di Avezzano,

i quali determinarono o contribuirono al conseguimento dei primi tangibili risultati

- la recinzione della struttura pericolante

- il sequestro penale del sito

- una denuncia per reati ambientali

La cronaca continua; a seguito del decreto di citazione in giudizio del proprietario nel procedimento penale da parte della Procura della Repubblica, il Comune di Oricola si costituisce parte civile nel processo.

Ad ottobre 2008 si tiene, presso il Tribunale di Avezzano, la prima udienza. A settembre 2009 il Comune vince la causa, il processo si conclude con la condanna del proprietario del sito ad un anno e due mesi di reclusione, per inquinamento ambientale, al pagamento di settemila euro ed al risarcimento delle spese di recinzione; al proprietario viene altresì intimato di bonificare l’area che, intanto, è stata confiscata. E allora ho pensato, con più forza

io ho fiducia nelle Istituzioni.

Debbo purtroppo aggiungere che ad oggi, gennaio 2010, nulla è cambiato o avvenuto in termini di reale e concreta messa in sicurezza, rimozione dei materiali inquinanti, bonifica del territorio, ecc. ed è perciò sempre più urgente e indifferibile un intervento risolutivo, nel rispetto della sentenza emessa, delle Ordinanze Sindacali, delle leggi vigenti ed in particolare del Decreto Legislativo 152/2006 in materia di rifiuti pericolosi.

Però, sarà per i menzionati risultati conseguiti, sarà per la vicinanza di (alcuni) giornalisti, sarà per i messaggi colmi di moniti e raccomandazioni che i vari enti coinvolti hanno scambiato tra loro e mi hanno indirizzato, sarà per gli impegni promissori del Sindaco di Oricola …io credo nella possibilità, ormai prossima, di portare a buon compimento questa vicenda e ciò rafforza vieppiù il mio già dichiarato convincimento:

io ho fiducia nelle Istituzioni.                                

Il passo attraverso cui le disposizioni previste nelle tante citate carte saranno finalmente tradotte in rimozione dell’amianto, smaltimento dei materiali pericolosi e bonifica del territorio sarà tutt’altro che formale e rafforzerà davvero nell’animo dei cittadini, dei residenti, dei contribuenti e degli elettori quella fiducia che talvolta essi sentono vacillare.

Mi auguro che questo passo avvenga presto.

VC

 

 

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