Pomodoro: subito l'etichetta d'origine per bloccare i tarocchi "made in Italy"e contrastare le truffe. Basta all'inganno per i consumatori e al danno per gli agricoltori

Pomodoro: subito l'etichetta d'origine per bloccare i tarocchi "made in Italy"e contrastare le truffe.

23/set/2010 15.33.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pomodoro: subito l’etichetta d’origine per bloccare
i tarocchi “made in Italy”e contrastare le truffe. Basta
all’inganno per i consumatori e al danno per gli agricoltori
 
La Cia apprezza l’intenzione del ministro Galan di portare il problema al prossimo Consiglio dei ministri agricoli Ue. Una sollecitazione in tale direzione è contenuta nel documento della confederazione presentato e illustrato alla Camera. Bisogna, comunque, sviluppare un’azione complessiva e mirata per cercare di risolvere la grave crisi che ha colpito il settore.
 
Subito l’etichetta d’origine per tutti i derivati del pomodoro. Bisogna porre fine ai tanti tarocchi “made in Italy”, alle truffe e all’invasione, anche clandestina, di prodotti da parte della Cina. Basta, quindi, all’inganno per i consumatori e al danno, sempre più grave, per i nostri agricoltori che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, con prezzi in drammatico calo e con costi sempre più crescenti. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che apprezza l’azione del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan che intende portare il problema all’attenzione del Consiglio agricolo Ue che si svolgerà lunedì prossimo a Bruxelles.
Una sollecitazione del genere, d’altra parte, è contenuta in un documento che la Cia ha presentato e illustrato nell’audizione svolta nei giorni scorsi presso la Commissione Agricoltura della Camera. Documento nel quale si sottolinea che il governo italiano si impegni al più presto a far adottare dalla Commissione Europea il testo di regolamento sull’origine della materia prima per i derivati del pomodoro, che è in Comitato di gestione già da 15-16 mesi. Con questa etichettatura il pomodoro trasformato italiano potrà essere maggiormente difeso da truffe sia in Italia che all’estero.
Nello stesso documento, la Cia evidenzia che riguardo all’import massiccio di prodotto dalla Cina, è fondamentale che il ministero delle Politiche agricole attui un monitoraggio continuo su tutti i campioni per controllare le irregolarità.
Ovviamente, quello dell’etichetta d’origine.-rimarca la Cia- non è che uno degli strumenti indispensabili da sviluppare per contrastare la pesante crisi che sta attraversando il settore del pomodoro nel nostro Paese, soprattutto per quanto concerne il crollo dei prezzi sui campi e il mancato rispetto degli accordi da parte dell’industria di trasformazione. Tra le diverse azioni da portare avanti, la confederazione propone di rafforzare gli strumenti di regolazione del mercato per la prossima campagna, tenendo conto che nella prossima annualità non vi sarà più l’aiuto comunitario parzialmente accoppiato e verranno a mancare così una serie di obblighi e adempimenti comunitari.
Per tale motivo -afferma la Cia- nel documento dovrà essere posta la massima attenzione ai contenuti del contratto-quadro che dovrà essere stipulato entro il prossimo mese di gennaio dalle rappresentanze della filiera con l’importante supporto istituzionale del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
 
 
 
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