Ici e fabbricati rurali: nodo irrisolto. Molti comuni chiedono agli agricoltori il pagamento dell'imposta. Subito un atto legislativo per evitare contenziosi e danni alle imprese

E' quanto scrive il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata ai presidenti delle Commissioni Agricoltura e Finanza di Camera e Senato, sollecitando attenzione per un emendamento presente nello schema di disegno di legge riguardante "Disposizioni in favore dei territori di montagna", con il quale si precisa che la ruralità prescinde dall'inquadramento catastale degli immobili.

24/set/2010 13.09.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Ici e fabbricati rurali: nodo irrisolto. Molti comuni chiedono
agli agricoltori il pagamento dell’imposta. Subito un atto
legislativo per evitare contenziosi e danni alle imprese
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive ai presidenti delle Commissioni Agricoltura e Finanze di Camera e Senato. Sollecita un intervento chiarificatore che ponga fine ad una questione che è tornata di viva attualità.
 
I fabbricati rurali non devono pagare l’Ici. C’è un chiaro orientamento assunto in questo senso dall’Agenzia del Territorio che, però, molti comuni, forti di un’incomprensibile posizione giurisprudenziale, stanno ignorando e intimano gli imprenditori agricoli al pagamento dell’imposta anche sui fabbricati in possesso di tutti i requisiti di ruralità fiscale previsti dalla vigente normativa. Occorre, quindi, correre al più presto ai ripari attraverso un atto legislativo che ponga fine ad un contenzioso che potrebbe rilevarsi lungo e dannoso per tantissimi agricoltori. E’ quanto scrive il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata ai presidenti delle Commissioni Agricoltura e Finanza di Camera e Senato, sollecitando attenzione per un emendamento presente nello schema di disegno di legge riguardante “Disposizioni in favore dei territori di montagna”, con il quale si precisa che la ruralità prescinde dall’inquadramento catastale degli immobili.
“La questione della tassazione Ici dei fabbricati rurali, che sembrava definitivamente risolta negli scorsi mesi, continua -afferma Politi nella lettera- ad essere oggetto di accese dispute ed è, purtroppo, tornata oggi di estrema attualità con molti comuni che chiedono il pagamento agli agricoltori. Il rischio concreto che tutti i comuni si attivino in tal senso con grave ed ingiustificato danno a carico del settore agricolo”.
“Purtroppo, tutto nasce -scrive il presidente della Cia- da una lacunosa ed incompleta pronuncia dei supremi giudici di Cassazione (la n.18565 dello scorso 21 agosto 2009) sulla classificazione catastale, confermata in fotocopia, da alcune sezioni tributarie della Cassazione anche successivamente all’approvazione della norma di interpretazione autentica, mentre altre si sino espresse in modo totalmente contrario. Da qui il ritorno di un’attenzione ‘morbosa' di molte Amministrazioni locali che, a malincuore, erano state costrette a desistere dalle immotivate pretese tributarie nei confronti degli agricoltori.
“A parere della Corte di Cassazione, infatti, possono essere considerati rurali -evidenzia Politi- solo quegli immobili accatastati in categoria A/6, se ad uso abitativo, o D/10, se strumentali alle attività agricole; ponendosi così, addirittura in aperto contrasto con le regole di accatastamento dei fabbricati rurali, come affermato dalla stessa Agenzia del Territorio, che ricorda, ad esempio, come la categoria catastale A/6 non venga più attribuita, in quanto sono venuti meno i parametri originariamente previsti per tale classificazione”.
“Inoltre, occorre richiamare la ratio impositiva adottata nel tempo; essa -scrive il presidente della Cia- non è semplicemente avvallata da una mera consuetudine, bensì soggiace al principio dell’assenza di doppia imposizione e alla funzione dei fabbricati in questione sia rispetto all’attività agricola, in quanto asserviti al terreno, sia al singolo contribuente ed alla collettività.
“Al fine di risolvere definitivamente tale assurda situazione, in cui rischiano di venirsi a trovare migliaia di produttori agricoli, è necessario -sottolinea Politi- intervenire tempestivamente (tenendo conto anche delle misure in esame e in approvazione e degli impegni istituzionali da più parti assunti nel tempo) chiarendo con un’ulteriore disposizione di rango legislativo questa vexata questio”.
Da qui la richiesta del presidente della Cia di una modifica legislativa “che espliciti quello che sino ad oggi la lettura sistematica dell’apparato normativo e il buon senso hanno sostenuto: la non imponibilità Ici dei fabbricati rurali”.
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl