Agricoltura: i prezzi sui campi ancora in caduta e i costi in crescita confermano che per le imprese è sempre più emergenza

27/set/2010 13.18.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: i prezzi sui campi ancora in caduta e i costi in crescita confermano che per le imprese è sempre più emergenza
 
In merito ai dati Istat del secondo trimestre, il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia una situazione molto difficile che si è aggravata ulteriormente con la fine della proroga (31 luglio) della fiscalizzazione degli oneri sociali e l’abolizione del “bonus gasolio” Imprenditori agricoli con redditi “tagliati” e in grande affanno. A rischio migliaia di aziende.
 
“La fotografia dell’Istat sui prezzi all’origine dei prodotti agricoli (sempre in calo) e sui costi sostenuti dagli agricoltori (ancora in crescita) confermano un settore primario in grave emergenza, ma soprattutto imprese sempre più a rischio chiusura. Una tendenza negativa che ormai si protrae dal 2008 e che soprattutto lo scorso anno ha toccato livelli insostenibili. Sta di fatto che i redditi dei produttori hanno subito un taglio del 21 per cento”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito ai dati dell’Istituto di statistica sul secondo trimestre 2010.
“Siamo in presenza di uno scenario che -aggiunge Politi- si è ulteriormente aggravato negli ultimi mesi con la fine della proroga (31 luglio scorso) della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna e per l’abolizione del ‘bonus gasolio’ per le serre”.
“Per l’agricoltura italiana, i cui problemi continuano ad essere ignorati dal governo, le prospettive future -afferma il presidente della Cia- non sono certo allegre. Tutt’altro. E gli ultimi dati Istat lo confermano. Già negli ultimi dieci anni circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, hanno dovuto chiudere. E dopo la nuova flessione dei prezzi e il drastico aumento dei costi registrati nel secondo trimestre, c’è il fondato pericolo che, se non si adottano precisi provvedimenti, nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l’attività. Servono, quindi, misure in grado di dare una boccata d’ossigeno agli imprenditori che non possono continuare ad operare in una crisi profonda e nella perenne incertezza”.
“E’ quanto mai indispensabile agire con iniziative concrete, anche perché il settore è atteso da nuove e decisive sfide, a cominciare dalla Pac post 2013. Serve, dunque, un cambiamento di rotta da parte del governo che -conclude Politi- deve riprendere le redini per un vero progetto di politica agricola, dando così vita alla Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, solennemente annunciata nel 2007 e poi lasciata cadere”.
 
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