D'accordo per il Patto sociale, ma bisogna tenere conto delle esigenze delle imprese agricole oggi in grave affanno

27/set/2010 13.32.36 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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D’accordo per il Patto sociale, ma bisogna tenere conto
delle esigenze delle imprese agricole oggi in grave affanno
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi accoglie positivamente la proposta del presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Pronti a partecipare al tavolo del 4 ottobre. Ci sia, però, spazio anche per l’agricoltura.
 
“Bene la proposta per un Patto sociale. Siamo pronti a partecipare al Tavolo del prossimo 4 ottobre, ma è necessario che si tenga conto delle esigenze del mondo agricolo italiano, di migliaia di imprese che stanno vivendo un momento di grandissima difficoltà e verso le quali da tempo manca una politica realmente incisiva da parte del governo”. Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi accoglie in maniera positiva la proposta del presidente della Confindustria Emma Marcegaglia di cui condivide le preoccupazioni per la mancanza di una politica che si concentri sulla crescita e l’occupazione.
“Ha ragione il presidente della Confindustria quando dice che il governo -afferma Politi- deve agire con la massima tempestività e concretezza. Bisogna uscire dal teatrino della politica e operare riforme veramente incisive. Sono cose che da tempo andiamo sottolineando e un settore come quello agricolo ne ha urgente bisogno, vista la crisi che lo ha investito negli ultimi cinque anni. Andiamo al tavolo con le altre forze sociali avendo come obiettivo quello di operare con unità d’intenti e cercare di concordare un documento da sottoporre all’attenzione dell’esecutivo per rilanciare lo sviluppo e la competitività di tutte le imprese”.
“Il governo -ribadisce il presidente della Cia- è impantanato e non riesce a portare avanti un’efficace politica a sostegno dell’imprenditoria italiana. Le aziende agricole, in particolare, hanno assistito da tempo ad un assordante silenzio verso i loro complessi problemi. In due anni nei loro confronti non è stato fatto praticamente nulla, nonostante il crollo dei prezzi sui campi e dei redditi, l’impennata dei costi produttivi, contributivi e burocratici. Ben venga, quindi, un Patto imprenditori-sindacati dove ci sia adeguato spazio anche per l’agricoltura”.
 
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