Ogm: va rispettata la sovranità nazionale L'Italia deve confermare il "no"alle coltivazioni transgeniche

Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla proposta del commissario europeo alla Salute John Dalli.

27/set/2010 17.47.17 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ogm: va rispettata la sovranità nazionale L’Italia deve
confermare il “no” alle coltivazioni transgeniche
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta positivamente la proposta della commissione Ue di lasciare liberi i singoli paesi nelle loro scelte. L’agricoltura del nostro Paese non ha bisogno degli organismi geneticamente modificati.
 
“Sul problema degli Ogm in agricoltura bisogna essere molto chiari. L’Ue non può imporre una norma uguale per tutti ed è giusto che in materia di biotech. i singoli paesi siano lasciati liberi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio prodotti transgenici. Un atteggiamento che dimostra buonsenso, grande sensibilità nei confronti dei cittadini europei e pieno rispetto della sovranità nazionale. E l’Italia deve confermare al più presto il ‘no’ agli organismi geneticamente modificati”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla proposta del commissario europeo alla Salute John Dalli.
“E un fatto estremamente positivo che -aggiunge Politi- il governo comunitario non abbia voluto imporre la coltura del biotech in Europa e, invece, abbia voluto riconoscere, l’autonomia dei singoli stati. Una proposta che non è azzardato definire storica e che prende atto della forte opposizione dei cittadini europei agli Ogm, dimostrata più volte”.
“Per questa ragione -rileva il presidente della Cia- condividiamo pienamente la proposta illustrata oggi dal commissario Dalli che, di fatto, modifica le norme in materia di coltivazione degli organismi geneticamente modificati e le rende realmente rispondenti al principio di sussidiarietà. Lasciare liberi gli stati membri di decidere se desiderano coltivare o no Ogm sul loro territorio è un atteggiamento responsabile che conforta le nostre tesi su un argomento di così alto valore etico che non si può imporre dall’alto o per legge. E’, al contrario, una materia sulla quale ci deve essere la libera scelta dei cittadini”.
“Una proposta, quella Ue, che rafforza la posizione del nostro Paese, dove -rimarca Politi- c’è una precisa legge che impedisce di seminare prodotti biotech e che, quindi, ogni violazione, va perseguita e condannata. Una direzione di marcia che il governo deve confermare”.
“Davanti a questo scenario non possiamo che ribadire -afferma il presidente della Cia- che l’agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha certo bisogno degli Ogm e che è possibile produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori.
“La nostra contrarietà al biotech -rileva Politi- non è ideologica. E’ invece dettata dalla consapevolezza che l’utilizzazione degli organismi geneticamente modificati può annullare l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della biodiversità. Pertanto, non è una posizione oscurantista. Chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo si può senza ricorrere agli Ogm, come, d’altra parte, è avvenuto fino ad oggi con risultati molto importanti”.
 
 
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