SANITA' - BRACCIANO (RM): PIAZZA GREMITA PER CONSIGLIO COMUNALE APERTO, LA MOBILITAZIONE CONTINUA

Al termmine della discussione pubblica, in cui si sono alternate diverse testimonianze delle istituzioni, degli operatori del nosocomio e della cittadinanza, è stata votata una delibera conclusiva con la quale il Consiglio comunale di Bracciano prende una posizione nettamente contraria alla riconversione dell'ospedale Padre Pio in punto di primo intervento (che equivarebbe a una sua chiusura in virtù della cancellazione dei posti letto day hospital e di quelli di degenza), a causa delle funeste conseguenze del provvedimento che priverebbe circa 120mila cittadini di un ospedale territoriale facilmente raggiungibile, mettendo a serio rischio il loro diritto a un'assistenza sanitaria pubblica.

03/ott/2010 14.59.45 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

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Raccolte più di 1000 firme contro il piano di riordino della Regione Lazio. La mobilitazione continua: domattina presidio all’ospedale.

Centinaia di cittadini hanno partecipato ieri alla seduta aperta del Consiglio comunale che si è tenuto in piazza IV novembre. Al centro della discussione il futuro dell’ospedale Padre Pio alla luce dei provvedimenti contenuti nel piano di riordino della rete ospedaliera che il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha presentato al Ministero della Salute. All’incontro hanno preso parte anche gli amministratori dei Comuni vicini (Manziana, Canale Monterano, Oriolo Romano, Ladispoli, Trevignano Romano) e alcuni dei rappresentanti eletti nel territorio, come l’On. Pietro Tidei; il Consigliere regionale Carlo Lucherini; e il Consigliere provinciale, Emiliano Minnucci.

Al termmine della discussione pubblica, in cui si sono alternate diverse testimonianze delle istituzioni, degli operatori del nosocomio e della cittadinanza, è stata votata una delibera conclusiva con la quale il Consiglio comunale di Bracciano prende una posizione nettamente contraria alla riconversione dell’ospedale Padre Pio in punto di primo intervento (che equivarebbe a una sua chiusura in virtù della cancellazione dei posti letto day hospital e di quelli di degenza), a causa delle funeste conseguenze del provvedimento che priverebbe circa 120mila cittadini di un ospedale territoriale facilmente raggiungibile, mettendo a serio rischio il loro diritto a un’assistenza sanitaria pubblica. Nello stesso documento, inoltre, si chiede alle istituzioni regionali e al Ministero di rivedere la decisione adottata e, pur essendo coscienti della necessità di effettuare un riordino del sistema sanitario regionale, si propone un potenziamento e un rilancio della struttura (che ha tutti i presupposti per costituirsi come polo di eccellenza) al fine di non disperdere il know how del personale impiegato e non vanificare i significativi investimenti economici realizzati in questi anni nella struttura.

La delibera ha avuto il voto favorevole dell’intero Consiglio comunale. I consiglieri di minoranza del Pdl hanno chiesto, con la propria dichiarazione di voto, la convocazione di un tavolo istitituzionale e un confronto con la Presidente Polverini.

Nel frattempo, la mobilitazione continua e altre azioni di protesta seguiranno a quelle di ieri. Per gestirle i sindaci e gli amministratori del territorio costituiranno un coordinamento che pianificherà le azioni di mobilitazione dei prossimi giorni. Intanto, già domani, dalle ore 7, si terrà un nuovo presidio di fronte all’ospedale Padre Pio, per non abbassare l’attenzione della cittadinanza su questa delicata vicenda. Prosegue, inoltre, la raccolta di firme contro la chiusura dell’ospedale che, nella sola giornata di ieri, ha registrato oltre mille sottoscrizioni. I cittadini sono poi invitati a esprimere la loro opinione anche via e-mail, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@comune.bracciano.rm.it. Le lettere saranno poi inviate alla Presidenza della Regione Lazio.

Infine, dal Consiglio comunale è partito un nuovo appello agli amministratori e alle istituzioni del comprensorio affinché si mobilitino e informino la cittadinanza di quanto sta avvenendo, perché solo lavorando tutti insieme, al di là di ogni bandiera, si potranno ottenere dei risultati significativi. L’On Tidei, dal canto suo, ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione parlamentare al Ministro Fazio sulla vicenda.

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