Crisi: ben venga un accordo tra le forze sociali. Ma il nuovo Patto deve dare risposte anche ai gravi problemi dell'agricoltura

10/apr/2010 18.03.25 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: ben venga un accordo tra le forze sociali. Ma il nuovo
Patto deve dare risposte anche ai gravi problemi dell’agricoltura
 
La Cia partecipa al tavolo di confronto promosso dalla Confindustria. Il direttore nazionale Rossana Zambelli: fare pressione sul governo perché finalmente ci sia un’efficace politica a sostegno di imprese e lavoratori. Più attenzione per le aziende agricole.
 
In una fase così complessa per l’economia nazionale e per la società nel suo complesso occorrono risposte puntali e realmente concrete. La politica deve abbandonare il clima rissoso e controproducente. Bisogna lavorare con serietà per gettare le basi per un sano e duraturo sviluppo. D’accordo, quindi, per un nuovo Patto sociale che, però, deve tenere conto delle esigenze dell’agricoltura, dove moltissime imprese sono in grande affanno e rischiano di chiudere i battenti. E’ quanto ribadito dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori (rappresentata dal direttore nazionale Rossana Zambelli) nel corso del tavolo tra le organizzazioni imprenditoriali e quelle sindacali svoltosi oggi a Roma, presso la sede dell’Abi, su iniziativa della Confindustria.
Da tempo il settore agricolo è discriminato dal governo. A sostegno del settore, che pur vive un momento di grande difficoltà, è stato fatto poco e nulla. Quindi, occorre una totale inversione di rotta. Ben venga -ha ripetuto Rossana Zambelli- un nuovo Patto tra le forze sociali. Un Patto che faccia proprie le esigenze del Paese, del mondo produttivo e dei lavoratori, che hanno sempre più bisogno di risposte reali e costruttive. Da qui l’opportunità di rilanciare lo sviluppo e la competitività di tutte le imprese.
Il direttore nazionale della Cia ha espresso non poche preoccupazioni per la situazione generale e ha riaffermato la posizione più volte sottolineata dalla Confederazione che chiede un atteggiamento nuovo da parte del governo nei confronti dell’agricoltura, alle prese con la crisi più complessa degli ultimi trent’anni.
Rossana Zambelli ha ricordato, a tal proposito, l’accordo dei mesi scorsi sul contratto di lavoro degli operai agricoli. Grazie alla costruzione di un nuovo e più razionale sistema di bilateralità, si è, infatti, inteso intervenire con strumenti propri per soddisfare in modo più completo e puntuale le esigenze delle aziende e dei lavoratori.
Per questo motivo, la Cia auspica che lo stesso spirito che ha animato l’accordo possa ispirare in futuro un’azione unitaria nei confronti del governo per garantire la conferma delle agevolazioni contributive per le aziende operanti in zone montane e svantaggiate e dare, in questo modo, una base minima di certezze a tutti coloro che lavorano in agricoltura.
Il governo -ha affermato il direttore nazionale della Cia- è impantanato e non riesce a sviluppare un’efficace politica a sostegno dell’imprenditoria italiana. Le aziende agricole, in particolare, hanno assistito da tempo ad un “assordante silenzio” verso i loro gravi problemi. In due anni nei loro confronti non è stato fatto praticamente nulla, nonostante il crollo dei prezzi sui campi e dei redditi, l’impennata dei costi produttivi, contributivi e burocratici. “Ben venga, dunque, un Patto imprenditori-sindacati dove, però, ci sia un adeguato spazio anche per l’agricoltura”.
 
 
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